"Personalismi e colpi di testa".
Sanità, FdI e Lega ai ferri corti
Stefano Rizzi 16:26 Lunedì 09 Febbraio 2026
Dopo le pesanti accuse ad Azienda Zero dell'ex assessore Icardi, il suo successore replica in una chat di partito. Quelle del leghista, per il meloniano Riboldi, sarebbero posizioni personali. Questione tutt'altro che risolta. Ma ci sono i complimenti di Schillaci (ah beh..)
Le durissime critiche mosse dall’ex assessore alla Sanità della Lega, Luigi Icardi, alla gestione e all’operato di Azienda Zero, per il suo successore di Fratelli d’Italia, Federico Riboldi, altro non sono che “personalismi” e “colpi di testa”.
Il seguito del j’accuse del leghista, oggi presidente della commissione Sanità di Palazzo Lascaris, va in scena dietro il sipario, in una chat del partito di Giorgia Meloni in Piemonte. È lì che l’autodefinitosi “capo politico della sanità piemontese” non risparmia veleno contro il suo predecessore, nonostante le dichiarazioni pubbliche siano state assai misurate e improntate a una diplomazia non proprio a lui confacente nei confronti del più che schietto alleato.
Come riferito dallo Spiffero, Icardi aveva affidato a una nota – dunque non a un’estemporanea esternazione – le aspre critiche all’azione (o, in alcuni casi, all’inazione) della Super Asl diretta da Adriano Leli, parlando di “pressapochismo ingiustificabile”, “indecisioni ed errori ai danni della collettività” e denunciando “ristagni di inefficacia”.
Il destro a Icardi lo aveva dato l’intricata vicenda di un concorso per l’assunzione del direttore della centrale dell’Emergenza 118, con successivo ricorso al Tar, ma è subito stato chiaro come la questione fosse più ampia e, altrettanto chiaramente, tale da investire il rapporto tra alleati nella maggioranza che governa il Piemonte.
Super Asl al grattacielo
L’ex assessore, nell’occasione, aveva ribadito come il suo non fosse un attacco a colui che gli è succeduto, bensì un richiamo e un suggerimento da parte di chi la sanità in Piemonte l’ha guidata per cinque anni, con in mezzo anche la pandemia. Suggerimenti che già in precedenza Riboldi avrebbe di fatto declinato, tirando dritto con la sua linea, che comprende ovviamente il pieno sostegno e l’apprezzamento convinto per l’operato di Leli e il mai abbandonato progetto di portare al grattacielo la Super Asl, dove – vincendo un regolare concorso – è stato assunto anche colui che, quando l’assessore era sindaco di Casale Monferrato, occupava il posto di suo capo di gabinetto.
Intoppo su Amos
Perlomeno rallentato anche l’altro piano – osteggiato apertamente dalla Lega – di far entrare Azienda Zero nella compagine societaria della multiservizi Amos, che opera in house nelle aziende sanitarie che ne detengono le quote. Riboldi non ha certo preso bene l’intemerata di Icardi. E questo lo hanno capito pure i sassi. Pare se ne sia lamentato anche con il governatore Alberto Cirio, ma quello che appare come il vero pensiero dell’assessore sembra potersi ricavare dal messaggio affidato alla chat “fraterna”.
La chat fraterna
Lì Riboldi smina (o prova a farlo) il campo della politica, forse anche in virtù di alcune preoccupazioni da parte di esponenti del suo partito e, magari, pure di colleghi di giunta circa le ripercussioni che la vicenda potrebbe avere. “Ci terrei a precisare che non esiste una rottura tra Fratelli d’Italia e Lega. L’attacco di Icardi contro Azienda Zero per questioni riguardanti procedure concorsuali – oggettivamente fuori dalle righe, in primis perché come parte politica non siamo legittimati a occuparci di concorsi, in seconda istanza perché è un presidente di commissione che ha ricevuto l’appoggio di tutta la maggioranza – è assolutamente solitario e personale”. Così scrive Riboldi, di fatto descrivendo Icardi come qualcuno che esce con una nota senza avere il sostegno del suo partito.
Icardi sul bagnasciuga
E pur se “solitaria” la sortita del leghista, come scrive l’assessore ai suoi compagni di partito, “non la rende, agli occhi dei cittadini e degli elettori, meno grave. È stato affermato, senza mezze misure – aggiunge Riboldi – che esiste il rischio di non garantire il sistema 118, cosa assolutamente non vera”. E poi poteva mancare la citazione degli elogi ricevuti dal ministro della Salute? “Come Regione siamo stati indicati come esempio virtuoso dal ministro Schillaci e le nostre iniziative sono state mutuate da altri governi regionali, anche di centrosinistra”. Insomma, va tutto bene. E, non fosse che ai Trasporti c’è Matteo Salvini, ci starebbero pure i treni che arrivano sempre in orario.
Non meno aulica la chiosa: “Stiamo percorrendo la giusta via, che porterà a una rinnovata fiducia da parte dei cittadini nel servizio sanitario pubblico, al quale tutti crediamo come elemento sociale imprescindibile”. Poi l’appello: “Non lasciamo che personalismi e colpi di testa possano rovinare il percorso”. Basterà a fermare Icardi e la Lega sul bagnasciuga?


