POLITICA & GIUSTIZIA

Santanchè fa tris (di bancarotte): indagata per il crack di Bioera

Ki Group Srl prima, ora la capogruppo del biofood con il "buco" certificato nella sentenza di liquidazione giudiziale. In mezzo la Holding fallita a giugno: tre procedure che Milano sta ricomponendo in un'unica cornice investigativa. Ma lei resta al governo

La ministra del Turismo Daniela Santanchè torna nel registro degli indagati a Milano per un’altra ipotesi di bancarotta. Dopo il filone già noto sul crack di Ki Group Srl, ora l’attenzione della Procura si allarga al fallimento di Bioera Spa, la capogruppo del biofood di cui la senatrice cuneese di Fratelli d’Italia è stata presidente fino al 2021.

Il quadro si è definito dopo il deposito, nei mesi scorsi, della relazione del liquidatore su Bioera, finita in liquidazione giudiziale a fine 2024. Da quell’elaborato è nato un nuovo fascicolo per bancarotta che ha portato a una nuova iscrizione nel registro degli indagati, tra gli altri, proprio della ministra e dell’ex compagno Canio Mazzaro. Nella sentenza di liquidazione si parla di “patrimonio netto negativo”: un buco di circa 8 milioni di euro.

Il primo fronte: Ki Group Srl

Già a fine dicembre 2024 era emerso che Santanchè risultava indagata per bancarotta in relazione al crac del gennaio 2024 di Ki Group Srl, altra società del gruppo. In quel fascicolo figurano, oltre alla ministra, Mazzaro, il fratello Michele Mazzaro e altri ex amministratori.

Dall’aprile 2019 al dicembre 2021 Santanchè è stata presidente e legale rappresentante di Ki Group Srl. Le contestazioni ipotizzate ruotano, in generale, attorno a bancarotta da reati societari – come il falso in bilancio – e bancarotta fraudolenta per operazioni dolose.

Il secondo fronte: Bioera, la capogruppo

Il nuovo fascicolo nasce dalla fotografia lasciata dal liquidatore di Bioera. La capogruppo, fallita a fine 2024, presentava un patrimonio netto in rosso per circa 8 milioni. Un dato che, per gli inquirenti, merita di essere scandagliato sotto il profilo delle responsabilità gestionali nel periodo in cui la parlamentare era al vertice.

A coordinare le indagini è la Procura di Milano guidata da Marcello Viola, con l’aggiunto Roberto Pellicano e il pm Luigi Luzi, affiancato di recente dal collega Guido Schininà.

Il terzo tassello: Ki Group Holding

Il 5 giugno 2025 è poi fallita un’altra società del perimetro: Ki Group Holding Spa. Anche qui si profilano ulteriori possibili sviluppi per profili di bancarotta. Si attende il deposito della relazione del liquidatore. L’orientamento è quello di riunire i tre filoni – Ki Group Srl, Bioera, Ki Group Holding – in un unico fascicolo, con più indagati e più imputazioni, in vista della chiusura delle indagini.

Il capitolo Visibilia, già a processo

Sul fronte giudiziario, la ministra è già a processo per falso in bilancio sul caso Visibilia Editore Spa, il gruppo editoriale da lei fondato e da cui ha poi dismesso cariche e quote. E sempre su Visibilia pende un’udienza preliminare – sospesa in attesa di un pronunciamento della Consulta – per l’accusa di truffa aggravata all’Inps sulla cassa integrazione nel periodo Covid.

Tre crac nello stesso perimetro societario, una regia investigativa unica e un possibile accorpamento dei fascicoli: a Milano il “caso biofood” si sta ricomponendo come un puzzle giudiziario che, tassello dopo tassello, avvicina la fase della chiusura indagini. E per Santanchè il perimetro delle contestazioni si allarga, restando sempre dentro lo stesso recinto societario. Ma lei resta al suo posto.

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