Nuovo Cup sotto l'ombrellone?
Sarà un'estate in alto mare
Stefano Rizzi 07:00 Giovedì 12 Febbraio 2026
L'assessore Riboldi assicura "il pieno avvio" del sistema di prenotazione entro pochi mesi. Oltre al ricorso al Tar sulla gara, altri elementi farebbero vacillare la scadenza. Il tema dei collegamento con i sistemi di ciascuna Asl (che dovrà pagare le modifiche)
Non resta che attendere meno di otto mesi per verificare se l’annuncio dell’assessore alla Sanità del Piemonte sul nuovo Cup sarà confermato o se, ancora una volta, nel mezzo si infilerà qualche intoppo.
Nella conferenza stampa della giunta di Alberto Cirio, oltre a stilare il calendario per i futuri ospedali, Federico Riboldi ha infatti indicato “il pieno avvio del nuovo Cup in estate”. Presumendo che quel “pieno avvio” significhi la tanto attesa entrata in funzione del rinnovato sistema per le prenotazioni di visite, esami e di ogni altra prestazione richiesta dai cittadini al servizio sanitario regionale. E non già una fase in cui gli effetti sui pazienti non si vedrebbero ancora. In ogni caso, quello di Riboldi è un annuncio che legittimamente induce a contare i giorni che separano dal traguardo indicato.
I problemi, gli intoppi, così come alcune soluzioni “caserecce” – come quella delle prenotazioni fittizie in quel di Cuneo – sono noti e pesano da tempo sui pazienti piemontesi, segnando negativamente il sistema sanitario regionale. Non di meno, grava sul nuovo Cup una serie di annunci – della cui buona fede non è dato dubitare – smentiti dai fatti. La scadenza di gennaio è ormai passata alla storia, mentre restano nella cronaca gli intoppi nel corso della gara per l’appalto del sistema operativo e si proietta nel futuro il pronunciamento del Tar sul ricorso avanzato dal concorrente classificatosi al secondo posto.
Non solo il Tar
Ma sul tanto atteso, quanto necessario, futuro sistema per le prenotazioni, annunciato sotto il segno dell’intelligenza artificiale, potrebbe gravare anche altro, come i precedenti inducono a mettere in conto e le attuali preoccupazioni sembrano confermare.
I tempi per ottenere ciò che si attende potrebbero essere più lunghi, e non di poco, rispetto a quelli proclamati ieri al grattacielo. Non c’è soltanto l’incognita del pronunciamento del tribunale amministrativo regionale ad alimentare dubbi sulla svolta estiva per le prenotazioni nella sanità piemontese. Già, perché l’installazione del nuovo software a livello centrale è un passaggio importante, ma non sufficiente.
Far dialogare tutti i sistemi
Come spiega allo Spiffero una fonte tecnica qualificata, che conosce bene e da anni il sistema informatico della sanità del Piemonte, una tappa non meno rilevante ma potenzialmente più complessa riguarda la connessione del Cup al sistema informatico di ciascuna Asl e di ogni azienda ospedaliera, per consentire il flusso completo di dati dalla prenotazione al referto da consegnare al paziente, passando per le agende dei medici, quelle dei laboratori e molto altro ancora.
Cambiando il fornitore – la gara è stata vinta da Gpi, subentrando a Engineering, che a sua volta ha presentato ricorso al Tar – gli attuali collegamenti con i vari software in uso alle Asl devono essere aggiornati. Un’operazione che tecnicamente viene definita di “integrazione” e che deve essere sviluppata su sistemi che spesso differiscono per tipologia e fornitore da un’Asl all’altra e non sono oggetto della gara bandita ed effettuata da Azienda Sanitaria Zero.
L’ultima integrazione effettuata in occasione dell’introduzione dell’attuale sistema ha richiesto circa un anno per farlo dialogare con quelli delle singole Asl. Secondo la nostra fonte, questi tempi potrebbero essere decisamente ridotti, ma difficilmente si potrebbe scendere sotto i sei mesi, cui va aggiunto il periodo necessario – sempre con l’incognita della decisione del Tar – per installare e far funzionare completamente il nuovo sistema a livello centrale.
Asl, mano al portafogli
Nel calendario c’è da aggiungere un’altra voce che finirà anche nei bilanci di ciascuna azienda sanitaria e ospedaliera. Le integrazioni, ovvero quel lavoro necessario per consentire il dialogo tra il Cup centrale e i sistemi in uso nelle varie Asl, non sarebbero comprese nella gara e ricadrebbero proprio su ciascuna azienda, come già avvenuto in passato.
Tant’è che tra alcuni direttori che, per esperienza diretta, ricordano quanto accaduto nel precedente aggiornamento, ci si sta preparando anche dal punto di vista amministrativo e finanziario per far fronte a questo necessario passaggio. All’epoca, in un’Asl di medie dimensioni si sostenne una spesa che si aggirava attorno ai 100 mila euro.
Occhio al calendario
Questione di soldi, ma ancora una volta anche di tempo: quello necessario per appaltare il lavoro e poi vederlo effettuato, dopo verifiche e collaudi il cui esito contiene una dose di incognita. Per altri vertici delle aziende che non hanno vissuto quel passaggio tecnologico alcuni anni fa, questa potrebbe invece risultare una sorpresa.
Come detto, non resta che attendere l’estate. Senza tuttavia evitare di mettere in conto non solo gli imprevisti, ma anche le tappe e gli snodi di un percorso che certamente si conosceranno meglio quando si segna una data sul calendario.


