Eternit bis: sindaco Casale, rinvio una nuova delusione

"Tornare a casa con una nuova delusione è un peso che questa comunità non meritava. Dopo anni di attesa c'era, finalmente, la speranza di vedere affermata la giustizia. E, invece, ci troviamo di nuovo di fronte a un rinvio. Non definitivo, certo, ma sufficiente a rimandare ancora una volta la risposta a una legittima richiesta di verità e responsabilità". Così, in una nota, Emanuele Capra, sindaco di Casale Monferrato (Alessandria), dopo la decisione della Quarta Sezione della Corte di Cassazione di disporre un nuovo rinvio alla Corte d'Assise d'Appello di Torino della sentenza che aveva condannato Stephan Schmidheiny a 9 anni e 6 mesi per 91 omicidi colposi legati all'amianto, sui 392 inizialmente contestati all'avvio del procedimento. Decisione motivata dalla mancata traduzione in lingua tedesca - quella dell'imputato - della sentenza. Circostanza che, per la difesa, comporterebbe una lesione del diritto a un pieno esercizio delle facoltà difensive. "E' un'amarezza sapere - prosegue Capra - che tutto riparta a causa di chi non ha provveduto a garantire un passaggio essenziale per il pieno esercizio dei diritti dell'imputato. Ma che, inevitabilmente, rinvia ancora una volta la possibilità di giustizia per le vittime, mettendo a repentaglio il corso di un processo che tutela diritti di chi ha subito le conseguenze di un crimine così grave". Delusione anche per Afeva (Associazione familiari vittime amianto). "E siamo di nuovo punto e a capo - scrivono - Come si può credere nella giustizia quando sembra sempre di rincorrere l'impossibile? A traduzione fatta della sentenza torinese, infatti, i difensori riproporranno i motivi di ricorso in Cassazione. Sarà fissata una nuova udienza per il terzo grado di giudizio. Passerà qualche mese per tornare al punto in cui si era ieri. Intanto, si continua a morire...".

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