POLITICA & SANITÀ

Schael capo della Sanità in Sardegna. Maalox a litri per "epurator" Riboldi

La giunta Todde ha scelto l'ex der kommissar della Città della Salute per governare la complessa macchina sanitaria dell'isola. Un profilo di esperienza e rigore, qualità risultate fastidiose in Piemonte. La campagna di denigrazione per cercare di fargli terra bruciata

Messo bruscamente alla porta della Città della Salute di Torino lo scorso agosto, dopo appena cinque mesi, dall’assessore di FdI Federico Riboldi, l’ex der Kommissar Thomas Schael è stato chiamato al vertice tecnico della sanità della Sardegna.

La giunta della pentastellata Alessandra Todde ha nominato questo pomeriggio il manager tedesco direttore generale dell’assessorato a Igiene, Sanità e Assistenza Sociale dell’isola. Come fatto notare da ambienti vicini alla presidenza della Regione, questa scelta “tecnica” riflette la volontà di affidare una materia così complessa, e una altrettanto complessa macchina burocratica e finanziaria, a una figura di provata esperienza e indiscusso rigore.

Qualità che in Sardegna vengono riconosciute e che, al contrario, in Piemonte erano state considerate in maniera ben diversa non appena Schael aveva iniziato a tradurle in pratica, toccando potentati e incrostazioni in un’azione che evidentemente non ha trovato il supporto della politica. Anzi, tutt’altro.

A percorrere la rotta dal Piemonte alla Sardegna, evocando storiche radici comuni, era stato anni fa l’allora direttore della sanità della giunta di Sergio Chiamparino, Fulvio Moirano, di cui Schael era stato il più stretto collaboratore nel periodo dell’uscita dal piano di rientro. Assai diversi i motivi e le modalità di quel trasloco. Nulla a che vedere con il benservito dato dall’assessore fascio-tutto-io che, prendendo a spunto una questione sindacale, aveva fatto ciò che era nelle sue (ma non solo sue) intenzioni da tempo: mettere alla porta il commissario della Città della Salute.

Un benservito che non si era fermato lì, e già sarebbe stato d’avanzo. In più di una Regione, all’affacciarsi della possibilità di un posto per il “tedesco”, da Torino sono partiti messaggi di “referenze” non proprio edificanti (soprattutto per chi le ha propalate). Tracce di questi interventi, volti a fare terra bruciata attorno al manager teutonico, non mancano di certo. Così come non mancano le ragioni di chi prevede una rapida e consistente fornitura di Maloox al ventiquattresimo piano del grattacielo della Regione Piemonte.