Allemandi diventa media company, arriva anche il tg dell'arte
11:45 Venerdì 13 Febbraio 2026
Dopo aver chiuso il primo anno della nuova gestione con un aumento dei ricavi dell'80%, la Società Editrice Allemandi, che pubblica fra l'altro Il Giornale dell'arte, prosegue nel cammino per diventare una media company a 360 gradi. Fra le novità previste per il 2026, la società - ora sotto la guida di Intesa Sanpaolo, Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo - ha annunciato la creazione di un telegiornale dell'Arte, la rinascita di Vernissage, magazine semestrale di approfondimento e dibattito, il rilancio del Giornale delle Fondazioni, lo sviluppo dell'attività libraria e di quella di servizi museali oltre a un catalogo editoriale con novità e grandi ritorni. Il Giornale dell'Arte - che è arrivato a 200 pagine mensili nell'edizione cartacea, una tiratura media di 20mila copie con picchi di 30mila, oltre 1,5 milioni di visualizzazioni sul sito che include anche podcast e 55mila pagine di archivio storico - dallo scorso anno ha un'area riservata di articoli premium e da gennaio un nuovo e-commerce. "Abbiamo lavorato per trasformare il giornale in un ecosistema" ha spiegato il direttore Luca Zuccala, alla presentazione dei palinsesti 2026 di Allemandi, annunciando che dopo l'apertura di una sede a Milano seguiranno "i presìdi di Venezia e Roma". "In dodici mesi abbiamo potenziato la rete distributiva, ampliato le partnership e consolidato l'organizzazione - ha spiegato il ceo della società Luigi Cerutti - Il 2026 rappresenta per noi l'anno in cui questo lavoro si traduce in un progetto editoriale pienamente riconoscibile: più integrato, più aperto a nuovi linguaggi e capace di sostenere una crescita duratura". "I risultati già conseguiti sono lo stimolo più forte - ha concluso il presidente Michele Coppola - per insistere nelle innovazioni che caratterizzano questo anno appena cominciato".
Fra le novità del 2026, c'è la rinascita di Vernissage, storico inserto del giornale dell'Arte, che ora diventa un magazine d'opinione pubblicato due volte l'anno. Un progetto di Luca Zuccala, Alessio Vannetti e Jacopo Bedussi che, ha spiegato quest'ultimo, vuole restituire "complessità e profondità al dibattito culturale contemporaneo". Allemandi ha anche ri-acquisito il Giornale delle Fondazioni, che era stato ceduto nel 2013 alla Fondazione Venezia 2000, e vuole essere uno spazio di analisi sul ruolo delle fondazioni nel sistema culturale, soprattutto per quanto riguarda sostenibilità, impatto del territorio e governance. Arriva anche il Telegionale dell'Arte, format co-ideato e condotto da Nicolas Ballario. Si tratta del primo notiziario interamente dedicato al mondo dell'arte, che sarà caricato sulle piattaforme digitali di Il giornale dell'arte con scadenza settimanale. Per quanto riguarda l'area libri fra le novità del catalogo 2026 ci sono il libro evento 'Bernini e Barberini', nel settore di fotografia 'Giovanni Gastel. Rewind' collegato alla mostra in corso a Palazzo Citterio di Brera e 'Giorgio Armani. Milano per amore' legata alla mostra delle creazioni dello stilista allestita alla Pinacoteca di Brera. Sempre legata a Milano è anche il ritorno di 'Le fabbriche del design' che Allemandi riporta alla luce in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Salone del Mobile di Milano. "Se il Giornale racconta cosa accade - ha spiegato il direttore dell'Area Libri Pietro Della Lucia -, il libro decide che vale la pena ricordare, non è solo un progetto commerciale. La qualità progettuale e scientifica resta la nostra priorità".


