Meno sofferenze nelle banche, più credito a famiglie e imprese

Migliora il credito nei confronti di imprese e famiglie. I dati di gennaio segnano un'ulteriore crescita dei prestiti che il sistema bancario fornisce a imprese e famiglie, con un aumento dell'1,9% su base annua dell'ammontare complessivo. A scattare la fotografia del settore bancario, che vede anche tassi stabili e una riduzione dei crediti deteriorati è l'Abi nel proprio rapporto mensile. Per gli artigiani della Cgia di Mestre, dal miglioramento del credito rimangono però escluse le piccole realtà economiche, quelle con meno addetti, che vedono una riduzione del 5%, pari a 5 miliardi di euro, dei prestiti. Forti differenziazioni, inoltre, ci sarebbero tra le varie realtà territoriali. La riduzione dei tassi da parte della Bce ha sicuramente rilanciato il credito che solo un anno fa, nel gennaio 2025, segnava una contrazione dello 0,8%. All'inizio del 2026, invece, gli impieghi nei confronti di famiglie e imprese non finanziarie si attesta a 1.283 miliardi di euro, mettendo a segno l'undicesimo mese di fila di crescita: un miglioramento che negli ultimi tre mesi si attesta in percentuali tra l'1,9 e il 2,2%. Nell'ultimo mese l'andamento dei tassi applicati sui prestiti rimane comunque stabile, attestandosi al 3,97%, lo stesso livello di ottobre e novembre 2025, e appena sopra il 3,96% di dicembre. Il tasso medio sui mutui è invece al 3,47%, in lieve crescita rispetto al 3,38% precedente, ma quasi un punto più basso sul 4,42% del dicembre 2023. Il rapporto dell'Abi registra un miglioramento anche sul fronte deli crediti deteriorati. Il valore netto (cioè le sofferenze e inadempienze probabili al netto di svalutazioni e accantonamenti già effettuati) si è attestato a dicembre a 28,3 miliardi di euro. Il dato precedente, del settembre 2025, segnava 30 miliardi. Si tratta di valori comunque lontanissimi dai 40,1 miliardi del 2021 e dai 50,5 del 2020. Sui prestiti, ovviamente, i valori medi non mettono in risalto le differenze nei territori e tra tipologie di impresa. A fare un approfondimento è la Cgia di Mestre. I dati presi a riferimento, in questo caso, sono quelli di novembre, che secondo l'associazione degli artigiani segnano una crescita di 5 miliardi (+0,8%), ma di fatto oscurano il calo dello 0,5% (equivalente a 5 miliardi) delle piccole e piccolissime imprese, che rappresentano però il 98% delle attività del Paese e danno lavoro al 52% dei lavoratori privati italiani. Un andamento davvero molto differente c'è anche tra i diversi territori. Quasi la metà delle regioni italiane ha continuato a subire una flessione nell'erogazione del credito alle imprese. L'Italia più che divisa in due appare davvero frastagliata. Le contrazioni più significative hanno interessato la Sardegna con -370,9 milioni di euro (-4,7%), l'Umbria con -335,8 milioni (-3,9%) e la Basilicata, con -94,8 milioni (-3,6%). In termini assoluti, la riduzione più rilevante è invece nel Veneto, con minori impieghi per 1,8 miliardi (-2,9%). A registrare un miglioramento del credito, quindi un aumento dei prestiti, sono invece la Calabria con +278,6 milioni (+5,4%), il Lazio con +4,1 miliardi (+6,6%) e la Valle d'Aosta con +158,6 milioni (+10%). 

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