POLITICA & SANITÀ

Medici in ospedale fino a 72 anni e "salta" il blocco per i gettonisti

Approvati alla Camera emendamenti al milleproroghe per fronteggiare la carenza di camici bianchi. Potranno rientrare anche quelli già in pensione. Deroghe al divieto imposto dal ministro: le Asl potranno fare contratti con coop e società private

Se i camici bianchi sono pochi, in corsia e negli ambulatori presto potrebbero vedersi più capelli dello stesso colore, insieme ai gettonisti chiamati a tappare le falle degli organici. Tra gli emendamenti al decreto Milleproroghe approvati dalla Commissione Bilancio della Camera c’è, infatti, anche quello che estende fino al 31 dicembre dell’anno in corso la possibilità, per i medici che lo decidano volontariamente, di rimanere in servizio oltre il limite dei 65 anni, spostando la soglia massima a 72. Non solo: la norma consente anche di richiamare – sempre su base volontaria – professionisti già in pensione che non abbiano ancora raggiunto il nuovo limite di età.

Camici e capelli bianchi

Per fronteggiare la carenza di medici nel servizio sanitario pubblico è addirittura previsto che le Regioni, attraverso le proprie articolazioni sanitarie, possano ingaggiare per un periodo di sei mesi professionisti non più iscritti all’albo. Provvedimento, quest’ultimo, che potrà facilmente suscitare più di un’obiezione.

Così come non sorprende che, tra gli interventi volti a tamponare una situazione sempre più critica e per la quale non s’intravede una soluzione in tempi brevi, ci sia anche l’ennesimo allungamento della possibilità per le Asl di avvalersi dei gettonisti.

Gli annunci del ministro

A dispetto degli ormai innumerevoli annunci del ministro della Salute Orazio Schillaci circa la necessità di abbandonare definitivamente questo sistema, alla mancanza di professionisti dipendenti non resta che supplire stipulando contratti libero-professionali con i singoli medici ma anche, come si evince dall’emendamento, tramite contratti di servizio con operatori economici, ovvero cooperative e società di servizi.

FI: “Priorità ai pazienti”

«La priorità è una sola: garantire ai cittadini il diritto alla tutela della salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione. Non possiamo consentire che rigidità burocratiche o interessi particolari prevalgano sulle esigenze reali delle persone», sostiene in una nota la parlamentare di Forza Italia Enrica Mazzetti. «La politica – aggiunge l’esponente azzurra – deve assumersi la responsabilità di assicurare continuità assistenziale, reparti operativi e accesso tempestivo alle cure».

Necessità che, pur a fronte delle rigide disposizioni ministeriali e delle scadenze previste per non rinnovare i contratti con i gettonisti, saranno ancora affrontate ricorrendo proprio a queste figure.

Un quarto solo in Piemonte

In Piemonte, che nel 2024 aveva rappresentato un quarto della domanda nazionale per questa tipologia di professionisti, alcune riduzioni ci sono state, ma restano ancora non pochi contratti che, stipulati appena prima del blocco imposto dal ministro, hanno scadenze non proprio imminenti. Ora il Milleproroghe, preso atto di una situazione che non pare fornire valide ed efficaci alternative, riapre a ciò che, di fatto, non era mai stato davvero chiuso.

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