POLVERE DI (5) STELLE

M5s, Conte vara il nuovo vertice:
via Appendino, resta Matrisciano

Come ampiamente previsto dopo gli scossoni autunnali, l'ex sindaca di Torino perde il suo posto da vicepresidente. L'ex senatrice alessandrina di adozione (ora in Sardegna alla corte di Todde) segue i rapporti territoriali

Fuori (come ampiamente previsto) Appendino, confermata Matrisciano. Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha ufficializzato sui social la squadra che guiderà il partito nei prossimi mesi, con tante conferme ma anche qualche new entry. L’organigramma proposto dall’ex premier ora dovrà essere ratificato dagli iscritti venerdì 27 febbraio con voto online aperto per l’intera giornata, chiudendo la fase di riorganizzazione interna dei pentastellati iniziata con la riconferma dello stesso Conte alla presidenza alla fine dello scorso anno, nel segno di un’assoluta continuità della linea politica impressa dal fu avvocato del popolo.

“Sono tante le sfide che stiamo affrontando e che dovremo affrontare nel prossimo futuro. Saremo tutti chiamati a rafforzare il nostro impegno, sia individualmente che come squadra”, ha scritto Conte, indicando i nuovi vicepresidenti e i coordinatori dei Comitati previsti dallo Statuto dei 5s.

Vicepresidenti tra conferme e nuovi ingressi

Alla vicepresidenza vengono confermati Paola Taverna, con funzione vicaria, Michele Gubitosa e Mario Turco. Accanto a loro, con deleghe specifiche, entrano Vittoria Baldino, Ettore Licheri e l’ex ministro allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli.

L’uscita più significativa ma anche del tutto preannunciata è quella di Chiara Appendino, ex sindaca di Torino, che non viene riconfermata dopo le dimissioni rassegnate a ottobre. La sua esclusione era infatti ampiamente prevista: da tempo i rapporti con Conte si erano incrinati, soprattutto dopo le critiche mosse dall’ex prima cittadina all’alleanza con il Pd alle ultime regionali, che a suo dire aveva portato a un’emorragia di consensi per il Movimento. Una frattura politica che aveva portato Appendino a lasciare il ruolo di vice e che ora si traduce in un’uscita definitiva dall’ufficio di presidenza pentastellato.

Con lei esce anche Riccardo Ricciardi, che però nel frattempo diventato è capogruppo alla Camera. Una scelta che consente a Conte di ridisegnare gli equilibri interni premiando figure ritenute più allineate alla linea del presidente, deciso a proseguire l’esperienza del campo largo, con l’obiettivo mai celato di soffiare la leadership della coalizione alla segretaria dem, la “testardamente unitaria” Elly Schlein.

La carta Matrisciano

Se da un lato esce una piemontese doc come Appendino, dall’altro viene confermata nell’organigramma una piemontese d’adozione come Mariassunta “Susy” Matrisciano. Nata a Pomigliano d’Arco come l’ex leader pentastellato ed ex ministro degli Esteri Luigi Di Maio – fresco di nomina a professore onorario al King’s College di Londra – Matrisciano ha vissuto e lavorato da anni in provincia di Alessandria, nel cui collegio Piemonte 02 è stata eletta senatrice nel 2018.

Non rieletta alle successive Politiche del 2022, il suo nome era circolato come possibile candidata del M5s alle regionali del 2024, ma alla fine a sfidare il governatore uscente Alberto Cirio è stata l’attuale capogruppo a Palazzo Lascaris Sarah Disabato. Così pochi mesi dopo Matrisciano si è trasferita in Sardegna per entrare nello staff della governatrice pentastellata Alessandra Todde.

Conte la ripropone come coordinatrice del Comitato per i rapporti territoriali, nel segno di un equilibrio interno: profilo dialogante, poco incline a strappi pubblici, Matrisciano rappresenta l’opposto dello stile battagliero che ha caratterizzato l’ultima parte della carriera politica di Appendino e che ha finito per costarle l’addio alla vicepresidenza e l’ostracismo dei vertici, con i suoi interventi in aula e le sue ospitate televisive ridotte al lumicino.

I Comitati

Oltre ai componenti della vicepresidenza infatti,Conte ha indicato i coordinatori dei Comitati strategici, confermando tutti gli uscenti: oltre alla già menzionata Matrisciano ai rapporti territoriali l’ex premier punta su Gianluca Perilli per il Comitato nazionale progetti; l’ex presidente dell’Inps Pasquale Tridico alla formazione e aggiornamento; Laura Ferrara ai rapporti europei e internazionali.

“Prezioso anche il lavoro che ci aspetta nei Comitati”, ha sottolineato Conte nel suo messaggio social, ribadendo che anche queste nomine saranno sottoposte al voto degli iscritti il 27 febbraio. “Sempre dalla parte giusta”, ha concluso il leader pentastellato, rilanciando uno slogan identitario in una fase in cui il Movimento cerca compattezza.

In continuità

La riorganizzazione arriva infatti in un momento cruciale per il Movimento, chiamato a ridefinire il proprio spazio politico tra opposizione al governo e dialogo con gli altri partiti del centrosinistra (Partito democratico su tutti) dopo i risultati tutt’altro che entusiasmanti delle ultime regionali – salvate parzialmente solo dall’elezione del pentastellato Roberto Fico alla presidenza della Campania – e a un anno dalle prossime Politiche. La parola ora passa agli iscritti, ma il nuovo (si fa per dire) organigramma del M5s è stato già deciso dal suo leader.

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