"Cirio difenda il cibo italiano". Anci: servono nuove regole Ue
Stefano Rizzi 15:25 Martedì 24 Febbraio 2026Molti prodotti possono fregiarsi del marchio di origine solo in virtù dell'ultimo passaggio nella trasformazione delle materie prime. Appello al governatore del Piemonte nella sua veste di capo delegazione nel Comitato delle Regioni a Bruxelles
A preoccupare il mondo agricolo italiano non è soltanto il rischio della siccità estiva paventato dal presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, che, a fronte del persistente fenomeno delle piogge non equilibrate, ha rinnovato la richiesta di nuovi bacini di accumulo per fronteggiare la scarsità d’acqua nella stagione calda.
A rendere ulteriormente fragile il settore, oltre ai fenomeni naturali, concorrono anche questioni normative e burocratiche che rimandano ancora una volta a Bruxelles. Nel dettaglio, la questione denunciata dal delegato all’Agricoltura per l’Anci – l’Associazione nazionale dei Comuni italiani – Michele Conti riguarda la reale origine dei prodotti agroalimentari.
Il nodo delle norme europee
Conti, sindaco di Pisa, ricorda come “per la disciplina doganale contenuta nel regolamento dell’Unione europea, l’origine di un prodotto è determinata dal Paese o territorio in cui lo stesso è stato interamente ottenuto, oppure dal Paese o territorio in cui è avvenuta l’ultima lavorazione o trasformazione sostanziale”.
Questa norma, come sottolinea l’esponente dell’Anci, “consente di attribuire l’origine del prodotto all’ultimo Paese di trasformazione, generando esiti ambigui per la disciplina doganale, soprattutto riguardo ai prodotti agroalimentari, ma anche rischi economici e reputazionali derivanti dalla commercializzazione di alimenti etichettati come made in Italy, realizzati invece con ingredienti provenienti da altri Paesi ma che in Italia hanno subito soltanto l’ultima trasformazione sostanziale”.
Sono facilmente intuibili le ricadute su quelle filiere che, invece, producono interamente sul territorio nazionale e che devono fronteggiare una concorrenza sui costi spesso insuperabile.
La richiesta al Comitato europeo delle Regioni
Da qui la richiesta inviata da Conti ad Alberto Cirio, quale capo della delegazione italiana nel Comitato delle Regioni dell’Ue, affinché già nella prossima sessione plenaria di marzo vengano poste in atto tutte le azioni necessarie a tutela dei prodotti agricoli e alimentari e del Made in Italy, partendo dalla revisione della disciplina sull’origine dei prodotti agricoli e alimentari che deriva dai criteri sull’origine doganale.
Al governatore del Piemonte, nella sua veste europea, l’Anci chiede di intervenire “per escludere dall’ambito di applicazione del codice doganale i prodotti agricoli e alimentari e di prevedere quale esclusivo criterio di individuazione dell’origine del cibo l’indicazione del luogo di provenienza. Solo così – sostiene Conti – si garantiscono la trasparenza, la salute e la corretta informazione dei consumatori”.


