Referendum, verde speranza.
Un pugno di voti tra Sì e No
Gioele Urso 16:40 Martedì 24 Febbraio 2026
Pubblicato dal ministero dell'Interno il fac-simile della scheda elettorale. A meno di un mese dal voto il fronte contrario ha guadagnato terreno. I 20 punti di vantaggio di qualche tempo fa sono una chimera. Ma i sondaggisti comunque non sono allineati
Verde come la speranza, o come il semaforo che può dare il via libera a una delle riforme più discusse del Governo Meloni. Il Ministero dell’Interno ha pubblicato il fac-simile della scheda che gli elettori riceveranno ai seggi il 22 e 23 marzo in occasione del referendum costituzionale sulla giustizia: sarà di colore verde. Intanto sul fronte dei sondaggi il fronte del No ha rosicchiato terreno al Sì, ma gli istituti di ricerca si contraddicono.
Come la speranza
Il 22 e 23 marzo i cittadini che si recheranno ai seggi per votare sul referendum costituzionale sulla giustizia riceveranno una scheda di colore verde. L’annuncio da parte del ministero dell’Interno che ha pubblicato sul proprio sito un fac simile della scheda di voto. All’interno ci sarà il quesito integrale: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare"?”. I seggi saranno aperti domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15.
Non si tratta di un referendum qualunque perché non prevede il raggiungimento del quorum: il risultato sarà dunque valido a prescindere dalla percentuale dei votanti. Un dettaglio che ha un peso non irrilevante perché se da un lato riduce l’arma dell’astensione strategica, dall’altro concentra tutta la partita sulla capacità dei due fronti di mobilitare i propri elettori.
Dal vantaggio al testa a testa
I proponenti, a partire da Palazzo Chigi, avevano assaporato un vantaggio iniziale che in autunno sfiorava i 20 punti. Poi la forbice si è chiusa. E ora, secondo gli ultimi rilevamenti, i sondaggi sono contrastanti.
Secondo Ixè ci sarebbe stato un sorpasso netto del No: 53% contro il 47% del Sì. Una forbice che assegna ai contrari una stima compresa tra il 51,3% e il 54,3%, mentre i favorevoli oscillano tra il 45,7% e il 48,7%. Il distacco medio è di circa sei punti, ma con una variabilità che potrebbe ridurlo a 2,5 o ampliarlo fino a 9,5. Un’inversione significativa rispetto a novembre 2025, quando era il Sì a guidare con lo stesso margine.
Secondo una rilevazione fatta da YouTrend per Skytg24 tutto dipendenrà dall’affluenza. Il Sì sarebbe ancora in vantaggio, ma con un'affluenza al 59,6%. In questo caso i favorevoli sarebbe in vantaggio al 51%. Con un’affluenza al 48% i No passerebbero in vantaggio al 51,5%. Altro scenario ancora per Tecnè che vede i Sì nettamente in vantaggio con una forbice compresa tra il 54% e il 56% mentre il No starebbe tra il 46% e il 44%.
La vera campagna elettorale però deve ancora iniziare e si stanno moltiplicando gli eventi organizzati per discutere le ragioni dei due fronti. E poi ci sono i social network sui quali gli staff dei partiti sono in fermentazione da settimane. L'obiettivo non sarà solo convincere gli italiani a votare a favore o contro, ma soprattutto ad andare al seggio.


