PALAZZO LASCARIS

Via libera al Cresci Piemonte. Cirio passa la palla a Lo Russo

Approvato in Consiglio regionale il provvedimento che velocizza le procedure urbanistiche. Il sindaco di Torino, alle prese con il piano regolatore, può dirsi soddisfatto, ma il leghista Ricca pianta la sua bandiera. Il governatore disinnesca l'ostruzionismo dei 5 Stelle

Dopo una lunga fase di gestazione, il Cresci Piemonte è realtà. Il Consiglio Regionale ha approvato la legge che velocizza le procedure in materia di urbanistica, tema molto caro al sindaco di Torino Stefano Lo Russo, alle prese con il nuovo piano regolatore. Il Partito democratico gli dà una mano votando a favore (e subemendando) l’emendamento Ricca che istituisce tempi certi, il presidente Alberto Cirio ci mette una pezza stroncando sul nascere l’ostruzionismo del Movimento 5 Stelle (che portano a casa tre emendamenti e il suo assessore Marco Gallo annuncia la revisione della Legge Astengo, risalente al lontano 1977. “Con il Cresci Piemonte la Regione smette di essere giocatore e torna a essere arbitro”, il commento del governatore.

Bomba disinnescata

A minacciare l’approvazione in giornata (e quindi in settimana, visto che non sono previste altre sedute fino a martedì prossimo) del Cresci Piemonte ci pensano i 5s, che sul provvedimento hanno depositato 1200 emendamenti, di cui solo una decina di merito. I pentastellati infatti non hanno sindaci da agevolare, e sembrano non aver digerito una risposta particolarmente piccata data dalla vicepresidente e assessore al Lavoro Elena Chiorino (in quota FdI) su un question time a tema automotive presentato nelle scorse settimane dal vice capogruppo Alberto Unia, in cui puntava il dito contro i provvedimenti del governo Conte.

A disinnescare la minaccia ostruzionistica ci ha dovuto pensare Cirio in persona, presente in mattinata a Palazzo Lascaris per guidare la trattativa tra Gallo e Unia. Così nel primo pomeriggio è tutto risolto: gran parte degli emendamenti viene ritirata, mentre altri tre ricevono il placet della Giunta e vengono approvati. Diplomazia politica in purezza.

Ricca intesa

Un altro vincitore di giornata è il capogruppo della Lega Fabrizio Ricca, autore dell’emendamento che prevede tempi certi per l’iter di approvazione dei vari piani regolatori , con il comitato di copianificazione (cui partecipano il comune interessato e la Regione) che avrà 90 giorni di tempo per fare le sue deduzioni, a cui seguirà un periodo massimo di 120 giorni per le controdeduzioni.

L’emendamento è stato poi subemendato dal consigliere del Pd Daniele Valle e quindi approvato anche dalle opposizioni: solo stando in questi termini infatti il nuovo Prg di Torino (che la città attende dal 1996) potrà vedere la luce entro la fine del primo mandato di Lo Russo: così facendo Ricca fa un favore al suo rivale, ma al tempo stesso mette la bandierina del Carroccio su un provvedimento decisivo per il futuro del capoluogo sabaudo.

“Grazie alla Lega il Piemonte va a un’altra velocità, si avvicina alla Lombardia e dà un’accelerazione decisiva ai Piani regolatori dei capoluoghi di Provincia”, ha commentato Ricca. “Finalmente avremo tempi certi, a partire dal progetto legato a Torino che sarà il primo ad essere portato in sede di conferenza di copianificazione”.

Double standard

Il ringalluzzito Ricca ha poi dato sfogo alla sua vena polemica nei confronti del Pd, accusando i suoi consiglieri di incoerenza per aver votato in maniera favorevole a un emendamento della capogruppo di Avs Alice Ravinale che prevedeva analisi approfondite nell’iter di approvazione alle varianti urbanistiche: “Lo stesso partito di un sindaco che chiede ogni giorno di velocizzare i tempi vota a favore di un emendamento che li allunga, è ridicolo”, l’attacco del capogruppo del Carroccio, a cui replica il consigliere dem Valle, evidenziando la differenza tra l’approvazione di un piano regolatore e quella di una variante. Politique politicienne.

Nuova legge

Un altro piccolo caso politico nasce sul finire della discussione, quando il grosso degli articoli è già stato approvato e Vittoria Nallo, capogruppo di Stati Uniti d’Europa, presenta un ordine del giorno che impegna la giunta a rivedere la Legge 56 del 1977 che regola l’intera normativa urbanistica regionale e ispirata dall’architetto Giovanni Astengo. Peccato che lo stesso Gallo aveva già annunciato la volontà della Giunta Cirio di avviare l’iter di riscrittura della legge entro la fine del 2026, sostituendo un provvedimento obsoleto risalente a ormai mezzo secolo fa. Così la seduta viene sospesa per non consentire all’opposizione di intestarsi la battaglia.

Dopo un conciliabolo di mezz’ora l’Odg ottiene il parere favorevole della giunta e viene finalmente approvato, come il resto del provvedimento, in una giornata che vede sostanzialmente tutti vincitori: il centrodestra porta a casa il Cresci Piemonte, il M5s costringe Cirio a venire a Canossa incassando anche il sì a qualche suo emendamento e il Pd consente al suo sindaco di Torino di correre con il piano regolatore. Dopo tanta attesa (il provvedimento è stato presentato a maggio 2025) ora la palla è tutta nelle mani di Lo Russo e della sua amministrazione. Le comunali del prossimo anno passano anche da qui.

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