Riparte la manifattura in Piemonte:
+1,4% trainato dall'aerospazio
15:04 Mercoledì 25 Febbraio 2026
Produzione industriale in crescita nel 2025 dopo il calo del 2024, con un quarto trimestre a +3,5% grazie allo sprint finale: mezzi di trasporto +9,1%, elettronica +9,2%, alimentare +8,8%. Export decisivo (+6,5%) e la provincia di Torino più dinamica (+6,4%)
Dopo un 2024 da dimenticare – quattro trimestri consecutivi con il segno meno e cali compresi tra lo 0,4% e l’1,1% - l’industria piemontese rimette il naso fuori dall’acqua. E lo fa con decisione nell’ultima parte dell’anno, quando la produzione accelera fino al +3,5% nel quarto trimestre, consentendo di archiviare il 2025 con una crescita media dell’1,4%. Un ritorno alla dinamica positiva che porta la firma soprattutto dell’aerospazio, ma anche dell’elettronica, dei trasporti e dell’alimentare.
I numeri arrivano dalla 217ª indagine congiunturale sull’industria manifatturiera realizzata da Unioncamere Piemonte insieme agli uffici studi delle Camere di commercio provinciali, nell’ambito della collaborazione con Intesa Sanpaolo e UniCredit. La rilevazione – condotta tra gennaio e febbraio 2026 con riferimento al periodo ottobre-dicembre 2025 – ha coinvolto 1.701 imprese per oltre 85.500 addetti e circa 53 miliardi di fatturato.
La svolta dopo la frenata
Il recupero non è stato immediato. L’anno si era aperto ancora in territorio negativo (-1,7% nel primo trimestre), per poi tornare a crescere tra primavera (+1,2%) ed estate (+2,5%), fino al picco finale del +3,5% autunnale. Una progressione che fotografa una reattività inattesa del sistema produttivo regionale in un contesto internazionale tutt’altro che stabile.
Il quadro macro resta infatti prudente: il Pil italiano 2025 si ferma al +0,5% (con stima +0,7% per il 2026), mentre la crescita mondiale è al 3,3%, sostenuta soprattutto dai mercati emergenti e dal rientro dell’inflazione.
Export decisivo, impianti più utilizzati
Nell’ultimo trimestre crescono tutti gli indicatori principali. Gli ordinativi totali salgono del 3,3%, trainati soprattutto dall’estero (+6,5%), mentre quelli interni si fermano al +1,5%. Stesso schema per il fatturato: +3,3% complessivo, con componente internazionale al +5,2% e mercato domestico al +2,3%.
Segnali incoraggianti arrivano anche dall’efficienza produttiva: il grado di utilizzo degli impianti risale al 64,4% e la produzione assicurata copre 10,5 settimane di lavoro, in recupero rispetto ai minimi del 2024.
L’aerospazio decolla
Se si guarda ai settori, il vero protagonista è l’aerospazio, che all’interno dei mezzi di trasporto segna un clamoroso +27,6%. Complessivamente il comparto trasporti cresce del 9,1%, ma con un andamento interno differenziato: autoveicoli fermi (0,0%) e componentistica in lieve calo (-1,0%).
Il settore più dinamico in assoluto è però elettricità-elettronica (+9,2%), seguito dall’alimentare (+8,8%), che si conferma pilastro strutturale dell’economia regionale. Bene anche legno-mobile (+3,7%), tessile (+1,8%), metalli (+0,8%) e meccanica (+0,7%). Unica eccezione negativa la chimica-plastica (-0,5%).
Grandi imprese locomotiva
Dal punto di vista dimensionale, la ripresa è guidata dalle grandi imprese (+8,4%), vero motore del sistema industriale nella fase di rimbalzo. Ma sorprende la performance delle micro imprese (+3,9%), che superano medie (+1,7%) e piccole (+1,1%).
Torino guida la crescita
Sul piano territoriale la spinta maggiore arriva dal quadrante nord-orientale e dal capoluogo. Torino segna il risultato migliore con +6,4%, grazie soprattutto ad alimentare, elettrico e trasporti. Seguono Vercelli (+5,2%) e Novara (+4,0%).
Biella recupera (+1,8%), mentre Cuneo cresce moderatamente (+0,9%) grazie all’alimentare. Restano invece leggermente in negativo Verbano-Cusio-Ossola (-0,4%), Alessandria (-0,2%) e Asti (-0,6%), penalizzata dalla metalmeccanica.
Fiducia in calo
Paradossalmente, mentre gli indicatori correnti migliorano, il clima di fiducia peggiora: l’indice sintetico del quarto trimestre si ferma a 76,2 punti, segnalando cautela sulle prospettive. Pesano le tensioni geopolitiche, i costi energetici e l’incertezza sulle catene di approvvigionamento, fattori che frenano gli investimenti.
«I dati del quarto trimestre descrivono l’industria piemontese come reattiva e vivace», commenta il vicepresidente di Unioncamere Piemonte Massimiliano Cipolletta, sottolineando come il segno positivo coinvolga tutte le province e spinga le Camere di commercio a rafforzare il sostegno ai processi di innovazione. Per Paola Garibotti, regional manager Nord Ovest di UniCredit, emerge «un Piemonte che dimostra resilienza e capacità di innovazione», con una competitività sempre più orientata ai mercati internazionali. Andrea Perusin, direttore regionale Piemonte Sud e Liguria di Intesa Sanpaolo, evidenzia invece il ruolo del credito: nel 2025 la banca ha erogato a famiglie e imprese piemontesi finanziamenti a medio-lungo termine per 3,2 miliardi di euro, in crescita del 22% rispetto all’anno precedente.


