Tra Sì e No

La Lega dice Sì

Il Referendum sulla giustizia, appuntamento a cui tutti saremo invitati a rispondere recandoci alle urne il prossimo 22-23 marzo, sarà al centro della serata organizzata dalla Sezione della Lega cittadina il prossimo venerdì 27 febbraio 2026 alle ore 20.30 presso Sala Santa Marta di Ivrea. Ad aprire gli interventi saranno i saluti istituzionali dell’on. Alessandro Giglio Vigna, deputato Canavesano della Lega, che commenta e descrive l’evento con queste parole: “La serata sarà un importante momento di approfondimento per conoscere le ragioni del SÌ affinché tutti convintamente possano sostenere il cambiamento”. L’on. Simonetta Matone, ex magistrato prenderà parte alla serata in modalità video collegamento per dettagliare ulteriormente le ragioni del SÌ, seguiranno gli interventi dell’avvocato Cassazionista Mauro Anetrini e dell’avvocato Antonietta Maggisano che illustreranno i possibili benefici derivanti dalla riforma.

Un Sì di sinistra

Le ragioni di un “Sì” di sinistra liberale e progressista al Referendum del 22-23 marzo saranno illustrate in una conferenza stampa venerdì 27 febbraio a Torino, organizzata da Sinistra Eguale, Associazione radicale Adelaide Aglietta e Europa Radicale alle ore 11 in Via San Francesco da Paola 17. Relatori: Igor Boni (presidente nazionale di Europa Radicale), Luca Cassiani (avvocato “Sinistra per il Sì”), Stefano Esposito (già senatore), Oreste Gallo (coordinatore dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta), Magda Negri (Libertà eguale “Sinistra del Sì”), Tullio Monti (Circolo Rosselli), Alessandro Scopel (Circolo Vassalli), Virigina Siragusa (Fondazione Einaudi Torino, Comitato “Sì separa”), Gianni Vernetti (già sottosegretario agli Esteri). In collegamento: Prof. Stefano Ceccanti (costituzionalista, vicepresidente nazionale Libertà Eguale “Sinistra del Sì”), Alberto De Sanctis avvocato (Camera Penale Vittorio Chiusano di Torino).

«C’è un “SÌ” di una sinistra liberale e progressista per mettere al centro le garanzie dei cittadini e non la difesa dei potenti – scrivono gli organizzatori –. Un “SÌ” per porre al centro una magistratura rinnovata e rafforzata nella sua indipendenza e autorevolezza. La vittoria del “SÌ” può aprire una stagione di ulteriori e necessarie riforme. La vittoria del ‘No’ invece le bloccherebbe per almeno qualche generazione. Esiste un ‘SÌ’ di sinistra liberale e progressista che vuole completare la riforma del processo accusatorio iniziata con l’art. 111 della Costituzione nel 1999. Non bastano leggi ordinarie per separare strutturalmente le carriere tra magistrati inquirenti e giudici al fine di aumentare le garanzie per il cittadino se partecipe di un processo penale. Rispettiamo quindi i cittadini che giudicheranno il testo della riforma. Un testo che ha votato la destra, ma - è bene ricordare - per un giudizio politico sul governo e la sua maggioranza ci saranno le prossime imminenti e decisive elezioni politiche».

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