Centrodestra, Trecate caput mundi. Lo strappo al tavolo nazionale
Davide Depascale 16:51 Venerdì 27 Febbraio 2026A tenere banco è ancora la candidatura dell'ex sindaco Binatti, che lancia una lista civica per sostenere la sua fedelissima Criscuolo. Se martedì confermerà la sua intenzione è fuori da FdI. Non una bellissima figura per i leader locali
Trecate un caso nazionale. Nel secondo comune della provincia di Novara, atteso al voto in primavera, il centrodestra è attraversato da una frattura profonda, consumata attorno alla figura dell’ex sindaco (ed ex presidente della provincia) Federico Binatti e alla discesa in campo della sua fedelissima Rosa Criscuolo, pronta a correre a sindaco con la lista Trecate che vogliamo e abbandonando così Fratelli d’Italia.
Ora tutto passa sul tavolo romano della coalizione da cui si attende cosa succederà martedì prossimo, quandoin una conferenza stampa Criscuolo dovrebbe presentare la candidatura e Binatti ufficializzare il suo endorsement: se così sarà, l’ex sindaco è fuori dal partito, che finora aveva preso le sue difese, blindandolo dai veti degli alleati.
Il diktat degli azzurri
Il punto di rottura nasce infatti dal “doppio veto” posto da Forza Italia: niente candidatura di Binatti nelle liste di Fratelli d’Italia come consigliere comunale e nessun sostegno a Criscuolo come candidata sindaca. Una linea chiara, sostenuta dal segretario provinciale azzurro Diego Sozzani e dal coordinatore regionale Paolo Zangrillo, che nel frattempo hanno già individuato il proprio cavallo: il “civico mascherato” Roberto Minera, consigliere indipendente ma in orbita forzista.
Una mossa che ha innescato la reazione di FdI in provincia di Novara, guidata dal senatore Gaetano Nastri, luogotenente del partito, e dal segretario provinciale Angelo Tredanari. I due hanno fatto quadrato attorno a Binatti, respingendo al mittente le condizioni poste dagli alleati. E come loro anche il segretario regionale piemontese di FdI, il deputato Fabrizio Comba.
Sul fronte opposto, Forza Italia ha trovato la sponda della Lega, con il coordinatore regionale Riccardo Molinari e il segretario novarese Massimo Giordano tutt’altro che soddisfatti dell’operato di Binatti e dunque ben velici di non ritrovarselo in consiglio comunale. Il risultato: tavoli provinciali e regionali conclusi con fumate nere, in un muro contro muro senza soluzioni all’orizzonte.
Il dossier a Roma
Lo stallo ha così superato i confini cittadini ed è approdato ai piani alti, fino al tavolo nazionale del centrodestra. Il fascicolo Trecate è quindi oggi nelle mani di Giovanni Donzelli, responsabile enti locali di FdI, e del suo omologo forzista, nonchè capogruppo azzurro al Senato, Maurizio Gasparri.
Una situazione a dir poco paradossale: ci manca solo che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alle prese con dossier ben più ingombranti – dal referendum sulla giustizia del 22-23 marzo alla nuova legge elettorale appena presentata – finisca per spremere le meningi su una partita amministrativa in provincia di Novara.
Il timore, neppure troppo velato, è che passi un precedente pericoloso: se un partito può imporre veti sugli uomini degli alleati in un comune medio, lo schema potrebbe replicarsi altrove, a partire dalle amministrative del 2027, dove si voterà assieme alle Politiche nelle principali città italiane: Roma, Milano, Torino e Napoli.
La mossa di Binatti
In questo contesto si inserisce la decisione di Criscuolo di correre con una lista civica, sostenuta da tre liste, aprendo – almeno formalmente – a chi vorrà appoggiarla. “Non è una candidatura tattica”, assicurano lei e Binatti. Ma la tempistica, a ridosso della presentazione delle liste, racconta di una scelta che pesa come un macigno.
Per molti meloniani è la risposta ingrata di Binatti a un partito che lo ha difeso “a spada tratta” contro i veti alleati: bel modo per ripagare FdI quello di fare armi e bagagli lanciando un progetto autonomo.
Ostacolo superato
Paradossalmente però la sua uscita di scena diretta potrebbe anche ricompattare la coalizione: venendo meno la sua candidatura, FdI, FI e Lega andrebbero con ogni probabilità a convergere su un nome unitario, come lo stesso Minera lanciato dagli azzurri, oppure in alternativa l’ex vicesindaco Rossano Canetta, in quota FdI.
Tolto il doppio ostacolo Binatti-Criscuolo la strada della pacificazione è in discesa, ma il pasticcio politico resta, e con esso il rischio di lasciare scorie difficili da smaltire.
Ballottaggio vannacciano
Ci sarebbe anche un’altra chiave di lettura, più opportunistica: correndo in proprio e sostenendo Criscuolo, Binatti sottrarrebbe voti decisivi al centrodestra, rendendo altamente probabile il ballottaggio. A quel punto potrebbe diventare ago della bilancia, con la forza contrattuale di chi ha il coltello dalla parte del manico.
Uno scenario che si intreccia a sua volta con le manovre di Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale Roberto Vannacci dopo l’addio alla Lega, di cui era stato nominato anche vicesegretario dal segretario Matteo Salvini: a proposito di gratitudine. A Trecate hanno già aderito a Fn Alessandro Pasca, ex vicesindaco proprio sotto Binatti, e il presidente del Consiglio Comunale Giorgio Ingold. Un eventuale sostegno a Criscuolo aprirebbe a una nuova saldatura politica, capace di ridisegnare gli equilibri trecatesi e non solo.
Cornuti e mazziati
La fotografia, per ora, è quella di un centrodestra locale spaccato e litigioso. FdI, che ha difeso Binatti nonostante un mandato da sindaco tutt’altro che lineare – concluso con la caduta anticipata della giunta che ha portato a nuove elezioni anche in Provincia – si ritrova esposta e indebolita. I vertici locali, da Nastri a Tredanari fino a Comba, escono piuttosto ridimensionati da questa vicenda.
Ma neppure Forza Italia può dirsi indenne: il muro contro muro scatenato dagli azzurri ha originato uno stallo, che rischia di favorire gli avversari, già compatti sotto il nome di Raffaele Sacco, sostenuto da un campo larghissimo che va dal Partito Liberal Democratico e Azione al Movimento 5 Stelle, passando per il Partito Democratico e Alleanza Verdi-Sinistra.
Trecate diventa così il laboratorio di una tensione più ampia nel centrodestra piemontese. Una corsa nata civica, ma profondamente politica. E che sta mandando in crisi il centrodestra non solo in provincia di Novara, ma la cui eco è arrivata fino a Roma.


