Due capi per cinque infermieri.
Alla Super Asl è in arrivo il terzo
Stefano Rizzi 07:00 Lunedì 02 Marzo 2026
In Piemonte Azienda Zero abbonda di dirigenti. Resta ancora irrisolto il nodo degli operatori del 118 in forza a quattro aziende ospedaliere. Perno (Cgil): "Due sono già tanti, è il caso di assumerne ancora uno?". Una finestra per nomi "eccellenti"?
Todos caballeros nella Super Asl del Piemonte. Ancora non si sa se e quando gli infermieri dell’Emergenza 118 passeranno, dalle attuali dipendenze di quattro aziende ospedaliere, ad Azienda Zero. Nonostante ciò, nella struttura con a capo Adriano Leli, in procinto di passare la mano a Massimo D’Angelo, si sarebbe deciso di rimpinguare la dirigenza del settore.
Succede così che, per gli infermieri attualmente in organico dell’azienda – che si contano sulle dita di una mano – ci siano già due dirigenti e ci si appresti ad assumerne pure un terzo. Un rapporto a dir poco anomalo quello tra il numero dei professionisti attualmente in pianta organica e quello di coloro chiamati a dirigerli. Ancora un po’ e ciascun infermiere avrebbe il suo dirigente “personale”.
Si dirà che, come recita il vecchio adagio, chi ha tempo non aspetti tempo, ma in questo caso forse giova tenere a mente anche quello che raccomanda di non dire gatto se non ce l’hai nel sacco.
Incognita 118
Già, perché la questione degli infermieri che lavorano nel 118 e che oggi dipendono dalle aziende ospedaliere della Città della Salute di Torino, oltre che da quelle di Novara, Cuneo e Alessandria, è tutt’altro che risolta. Dopo gli immancabili annunci sul trasloco ad Azienda Zero, la pratica si è impantanata tra piani, proroghe e rinvii, con il risultato che fino a oggi non è cambiato nulla.
Aspettando Godot, Azienda Zero – che non ha né corsie, né ambulatori e tantomeno fornisce direttamente servizi sul territorio – si trova alle dipendenze cinque infermieri, ma già ben due dirigenti del Dipsa, acronimo che sta per Direzione delle professioni sanitarie e che rappresenta un nodo nevralgico della sanità laddove gli infermieri siano ben di più (e, nonostante questo, spesso scarseggino) di quelli in servizio all’azienda diretta da Leli, che l’assessore Federico Riboldi intende affidare presto all’attuale direttore sanitario dell’Asl di Alessandria, D’Angelo.
La lettera della Cgil
Il numero di dirigenti, evidentemente, viene ritenuto ancora insufficiente se già la scorsa estate aveva preso avvio la procedura per il concorso volto a scegliere e poi assumere il terzo.
«Già due non sono pochi. Per aggiungerne ancora uno sarebbe meglio aspettare per capire quale sarà il futuro di Azienda Zero e soprattutto avere un quadro chiaro e definito sugli infermieri del 118», osserva Luciano Perno, sindacalista della Cgil che sta seguendo da tempo la vicenda.
Proprio il sindacato, in una lettera indirizzata a Leli, ha chiesto la riapertura dei termini per la partecipazione al concorso che, mesi dopo la scadenza per la presentazione delle domande, non ha ancora portato alla fase dei colloqui.
Nomi di spicco
Una mossa, quella della Cgil, che qualcuno spiega come il tentativo di alzare l’attenzione sulla vicenda e spingere ulteriormente in avanti l’iter, nell’auspicio di un ripensamento, magari da parte del futuro vertice della Super Asl.
Ma c’è anche chi fa notare come l’eventuale riapertura della finestra per la presentazione delle domande per quel posto dirigenziale consentirebbe a qualche infermiere, laureatosi dopo la scadenza dei termini, di rientrare in gioco. E tra i neolaureati ci sarebbero almeno un paio di nomi con ruoli di rilievo in quel settore professionale. Vero o non vero, restano quei due dirigenti per cinque infermieri. E, se a qualcuno già può suonare strano, non resta che aspettare il terzo.


