Schael porta la Regione alla sbarra.
Un milione per essere stato cacciato
Stefano Rizzi 07:00 Martedì 03 Marzo 2026
Il 3 luglio udienza al Tribunale del Lavoro. L'ex der kommissar, oggi a capo della sanità sarda, licenziato dall'assessore Riboldi dopo 5 mesi. Il grattacielo appronta l'avvocatura. Muro contro muro o si cercherà un accomodamento? La cifra in ballo fa tremare i polsi
Chi, al ventiquattresimo piano (e anche più in su) del grattacielo della Regione Piemonte, credeva – e spiegava con una certa sicumera – che la questione con Thomas Schael fosse definitivamente chiusa, farà bene a segnarsi in agenda una data: quella del prossimo 3 luglio. E un indirizzo: corso Vittorio Emanuele 130, Palazzo di Giustizia.
L’ex der Kommissar della Città della Salute di Torino, oggi direttore regionale della Sanità in Sardegna, si è rivolto al giudice del lavoro chiedendo che gli vengano riconosciuti i danni subiti in seguito al licenziamento deciso dall’assessore alla Sanità Federico Riboldi, dopo appena cinque mesi dal suo insediamento in corso Bramante.
Lungi dal chiedere un reintegro nel posto da cui – toccando potentati, interessi “intoccabili” e mettendo in luce circostanze che ora vanno emergendo dalle indagini della Procura della Repubblica – sarebbe stato messo in tutta fretta alla porta, il manager si limita (per così dire) a presentare il conto. La cifra è di quelle da far tremare i polsi, soprattutto nel caso in cui venisse riconosciuta dal tribunale e, a cascata, la Corte dei Conti ne chiedesse ragione a chi quel danno (erariale) lo avrebbe cagionato. Ipotesi, naturalmente, da mettere nel novero delle eventualità.
Megarisarcimento
La cifra, si diceva: supera il milione. Nel dettaglio, i legali del manager tedesco – da poco chiamato dalla governatrice Alessandra Todde al vertice della sanità dell’isola – hanno quantificato 697.216,50 euro per il lucro cessante, in virtù di un licenziamento con 54 mesi di anticipo sulla scadenza fissata nel contratto; poi 154.937 euro per perdita di chance e la stessa somma a titolo di risarcimento per tutti i danni non patrimoniali subiti, a causa di quello che l’ex commissario ritiene un illecito comportamento della Regione.
Chiamato dall’assessore di Fratelli d’Italia a mettere ordine nella più grande azienda ospedaliera del Piemonte, sfidando le palesi resistenze del mondo accademico e di buona parte di quello medico, Schael – pochi giorni dopo il suo insediamento, avvenuto giusto un anno fa – incomincia a fare quello per cui è noto da sempre: mettere ordine nei conti e nelle procedure, senza guardare in faccia nessuno, spesso anche ruvidamente nei confronti di quegli ambienti abituati a ben altri modi, dietro i quali spesso si nascondono interessi non sempre commendevoli e camarille da proteggere. La storia è nota ed è stata raccontata mille volte.
Carte bollate a Cirio
La novità sta nelle carte bollate che ieri sono planate sul tavolo della giunta di Alberto Cirio. Lì si è deciso e deliberato di autorizzare lo stesso presidente a costituirsi in giudizio “a tutela degli interessi dell’ente” nel procedimento giudiziario.
Sarà l’avvocatura regionale a sostenere le ragioni opposte a quelle di Schael, difendendo la decisione di licenziarlo in tronco. Ironia della sorte, l’ex der Kommissar porta la Regione davanti al giudice del lavoro, lo stesso dinanzi al quale era comparso egli stesso, denunciato da un sindacato dei medici per atteggiamento antisindacale.
Nemesi per Riboldi?
Il pronunciamento del tribunale a favore della sigla sindacale era stata la motivazione addotta da Riboldi per mandare a casa Schael, rimasto per mesi senza lavoro e inseguito da un’azione di neppur troppo strisciante delegittimazione che, se ha funzionato in alcuni casi (come in Liguria), è fallita miseramente davanti alla chiamata da parte della governatrice della Sardegna.
I legali del manager – inserito nei giorni scorsi dalla Regione Veneto tra i primi dieci super manager della sanità ritenuti in grado di dirigere qualunque azienda – mesi fa avevano cercato una soluzione extragiudiziale e bonaria con i vertici del grattacielo, ricevendo però un secco rifiuto. Anzi, dai vertici era stata fatta filtrare la non apprezzata immagine degli avvocati usciti con le pive nel sacco.
Nella delibera approvata ieri, però, si mette in conto, tra le varie azioni, anche quella di “conciliare e transigere la controversia”. Non resta che aspettare l’estate che, come si sa, non risparmia qualche temporale.


