TRAVAGLI DEMOCRATICI

Schlein al "sancta sanctorum" del giacobinismo sabaudo

La segretaria dem chiude la sua visita torinese facendo tappa alla storica residenza di Gobetti, che oggi ne custodisce gli archivi. Ad accompagnarla due ciceroni d'eccezione della gauche nostrana: il costituzionalista Zagrebelsky e il sociologo Revelli

Volare alto prima di volare via in aereo. L’ultimo appuntamento torinese della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein è stato questa mattina al Centro Studi Piero Gobetti in via Fabro, davanti a piazza Arbarello, dove sono conservati gli scritti, la biblioteca personale e i carteggi di uno dei più noti dissidenti del regime fascista, morto in esilio a Parigi a soli 24 anni, a due settimane dalle celebrazioni per il centenario della sua scomparsa.

Visita guidata

La segretaria è arrivata al Centro Gobetti accompagnata dal suo plenipotenziario della comunicazione Flavio Alivernini ed è stata accolta non solo dai vertici locali del partito – il segretario regionale Domenico Rossi,il segretario metropolitano Marcello Mazzù, la presidente Nadia Conticelli e la capogruppo Gianna Pentenero – ma da due intellò sabaudi di marcata fede progressista: il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky e il sociologo e presidente del Centro Studi Gobetti Marco Revelli, che insieme a Dora Marucco (storica del movimento sindacale, professore emerito e vicepresidente del Centro Studi) hanno condotto la segretaria nella visita in quella che è stata la residenza di Gobetti, durata circa mezz’ora, tra i volumi della sua biblioteca e le lettere del suo epistolario, a cui si aggiungono gli archivi di Norberto Bobbio e Bianca Guidetti Serra.

Sacro e profano

“Le abbiamo mostrato il sancta sanctorum”, ha dichiarato il presidente Revelli al termine della visita, dopo che Schlein era già andata via di corsa per non perdere l’aereo. Dopo il pomeriggio politico di ieri, prima con il segretario della Cgil Maurizio Landini nel dibattito sui temi del lavoro nella sede piemontese del sindacato e poi al Pacific Hotel Fortino nell’incontro dedicato al No al referendum alla giustizia con annessa riconferma del sindaco Stefano Lo Russo, la segretaria (che in mattinata ha anche fatto visita alla redazione della Stampa) ha deciso di concludere la sua missione torinese allontanandosi per qualche minuto dai temi di attualità e riconnettersi con la sinistra del passato ma anche con un ambiente tipico della borghesia impegnata della Torino novecentesca. Come ha descritto Zagrebelsky: “Le abbiamo fatto respirare un po’ di aria della sobrietà torinese”. Dopo questo breve aerosol sabaudo, Schlein può tornare all’aria meno salubre dei palazzi romani.

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