BANCHI DI NEBBIA

Il liceo convince (sempre meno), Piemonte cresce nei professionali

Classico in crisi, scientifico regge a fatica. I tecnici, sopra la media nazionale con il 33,13%, restano un pilastro regionale, ma è sui corsi legati alle professioni che si registra lo scarto più netto: 14,50% contro il 13,28% italiano: exploit del socio-sanitario

Più della metà degli studenti italiani anche il prossimo anno sceglierà il liceo: il 55,88% dei neo-iscritti all’anno scolastico 2026/2027, contro il 55,99% dell’anno precedente. Tengono i tecnici (30,84%) e crescono i professionali (13,28%). Ma se si restringe l’obiettivo sul Piemonte, la fotografia cambia. Qui i licei si fermano al 52,37%, oltre tre punti sotto la media nazionale, mentre i tecnici salgono al 33,13% e i professionali toccano il 14,50%, ben sopra il dato italiano. È una differenza che non è solo statistica: racconta un orientamento strutturale più marcato verso l’area tecnico-professionale.

Nel frattempo, a livello nazionale esplode la filiera tecnologico-professionale “4+2”, diventata ordinamentale: 10.532 iscritti contro i 5.449 dello scorso anno, quasi il doppio. Oltre 20 mila studenti risultano complessivamente coinvolti nei percorsi quadriennali collegati agli Its Academy. Il ministro Giuseppe Valditara parla di «canale formativo di prim’ordine» costruito in dialogo con imprese e mondo del lavoro e rivendica una riforma «in linea con le migliori pratiche europee».

Licei in lieve calo: arretra il classico

In Piemonte i licei scendono dal 52,87% al 52,37% (-0,49%). Un calo lieve ma significativo in una regione che già partiva sotto la media italiana. Il liceo classico continua a perdere terreno: dal 4,16% al 3,66% sul totale degli iscritti alle superiori. Flettono anche il linguistico (7,63% → 7,05%) e lo scientifico tradizionale (9,33% → 8,83%). Lo scientifico opzione Scienze applicate scende leggermente (11,19% → 10,87%), mentre cresce la sezione sportiva (2,42% → 2,65%).

Il dato più dinamico è quello delle Scienze umane: l’indirizzo tradizionale passa dal 7,81% all’8,22%, mentre l’opzione economico-sociale cresce dal 4,72% al 5,36%. Complessivamente l’area arriva al 13,58% del totale iscritti piemontesi, segnando l’aumento più consistente nel comparto liceale.

Leggi qui il report

Tecnici: più del dato nazionale

Gli istituti tecnici piemontesi raccolgono il 33,13% delle iscrizioni, contro il 30,84% nazionale. Restano quindi un pilastro dell’offerta regionale, anche se in calo rispetto al 33,94% dell’anno scorso (-0,81%).

Nel dettaglio, l’indirizzo Amministrazione, finanza e marketing arretra leggermente (dal 12,66% al 12,55% sul totale iscritti), mentre Informatica e telecomunicazioni registra la flessione più marcata all’interno del settore tecnologico, passando dal 16,8% al 15,5% degli iscritti ai tecnici.

In controtendenza crescono Turismo, Costruzioni ambiente e territorio, Elettronica ed elettrotecnica, oltre a piccoli incrementi in Agraria e Chimica. Segnali che riflettono un tessuto economico regionale ancora fortemente legato a manifattura, edilizia specializzata e filiere produttive tradizionali.

Professionali: svetta il socio-sanitario

Il dato più netto riguarda i professionali, che in Piemonte salgono dal 13,20% al 14,50%, superando con decisione la media nazionale del 13,28%. A trainare è soprattutto l’indirizzo Servizi per la sanità e l’assistenza sociale, che passa dal 19,4% al 22,5% degli iscritti ai professionali, con un incremento di 3,1 punti percentuali. Cresce anche Manutenzione e assistenza tecnica (dal 13,5% al 14,7%).

Enogastronomia e ospitalità alberghiera resta l’indirizzo più scelto (30,8%) pur con una lieve flessione. In calo Industria e artigianato per il Made in Italy e Agricoltura e sviluppo rurale.

La crescita del comparto socio-assistenziale non appare episodica, ma legata a una domanda occupazionale percepita come più stabile e immediata.

La filiera 4+2 sotto la Mole

Mentre a livello nazionale il modello “4+2” raddoppia gli iscritti, in Piemonte la crescita è evidente ma ancora contenuta nei numeri percentuali. La regione partecipa alla sperimentazione con 34 scuole (di cui una paritaria) e 54 percorsi autorizzati nelle tre annualità di avvio. Per il 2026/2027 sono 41 i nuovi percorsi attivati.

I quadriennali rappresentano il 5,4% degli iscritti ai tecnici statali e il 3,4% nei professionali. Tra i tecnici spicca l’aumento del quadriennale in Informatica (1,12% degli iscritti ai tecnici), insieme a Trasporti e logistica e Turismo. Nei professionali guidano Enogastronomia (1,89%) e Manutenzione e assistenza tecnica (1,06%). Non ancora un’ondata, ma un movimento strutturato che si consolida anche in Piemonte.

Vocazione produttiva

Il confronto tra Italia e Piemonte restituisce un dato chiaro: la regione è meno liceale della media nazionale e più orientata verso percorsi tecnici e professionali. Non è un’anomalia, ma una conferma. La struttura economica piemontese, ancora fortemente intrecciata con industria, manifattura e servizi alla persona, sembra incidere sulle scelte delle famiglie più di quanto accada altrove.

Se nel Paese il liceo resta il porto sicuro della maggioranza, sotto la Mole la rotta si fa più pragmatica. E in quei tre punti percentuali di scarto rispetto alla media italiana si legge una tendenza che, anno dopo anno, smette di essere episodica e diventa identitaria.

print_icon