Imprese femminili in lieve calo, ma operano nei settori più innovativi
10:34 Venerdì 06 Marzo 2026
Nel 2025 in Piemonte si contano 93.489 imprese femminili, pari al 22,4% del totale regionale, una quota sostanzialmente in linea con la media nazionale (22,3%). Il dato registra una lieve flessione rispetto al 2024 (-0,4%, pari a 416 imprese in meno), ma conferma la buona tenuta dell'imprenditoria femminile, che negli ultimi anni ha mostrato una resilienza maggiore rispetto al resto del sistema produttivo. Dal Registro Imprese delle Camere di commercio piemontesi emerge una trasformazione qualitativa del settore: le imprese guidate da donne appaiono più strutturate e sempre più orientate verso i servizi e le attività a maggiore contenuto di conoscenza. Il Piemonte rappresenta il 7,2% delle imprese femminili italiane e si conferma sesta regione per numerosità. Il profilo dell'imprenditoria femminile piemontese evidenzia una maggiore presenza di imprenditrici straniere (13,8%) e giovani under 35 (10,2%) rispetto alle imprese non femminili. Le aziende guidate da donne risultano però mediamente più piccole, con il 96,9% che impiega meno di 10 addetti, e mostrano tassi di sopravvivenza leggermente inferiori nei primi anni di attività. Dal punto di vista settoriale, quasi tre imprese femminili su quattro operano nei servizi (73,8%). I comparti più diffusi sono commercio (23,2%), servizi alla persona (12,8%), agricoltura (11,9%) e turismo (9,8%). Crescono i settori più innovativi, come attività finanziarie e assicurative (+5,4%) e professionali, scientifiche e tecniche (+3%), mentre calano le imprese nei comparti più tradizionali come commercio (-2,8%), agricoltura (-4%) e manifattura (-1,2%). "L'imprenditoria femminile rappresenta il vero motore del cambiamento qualitativo del nostro sistema economico. Al di là delle oscillazioni congiunturali, le donne d'impresa in Piemonte stanno dimostrando una resilienza straordinaria. Il 'mondo in rosa' non è più un comparto di nicchia, ma una realtà che sta evolvendo verso modelli aziendali più complessi e strutturati, confermandosi determinante per la tenuta del territorio. Politicamente, questo ci impone di passare dal semplice sostegno alla resistenza a una vera strategia di crescita" commenta Massimiliano Cipolletta, vice presidente Unioncamere Piemonte.


