La melassa soffoca la democrazia

L’anomalia democratica italiana, basata sul ruvido confronto tra Dc e Pci, è stata ridotta a un lontano ricordo dei tempi andati a suon di riforme elettorali, supportate da un’adeguata retorica mediatica. La cosiddetta “Patria della Democrazia” – diventata tale importando africani in catene e sottraendo territori ai nativi, in gran parte sterminati – ha fatto scuola in Italia e non solo. Ciò è avvenuto grazie a numerosi politici neoliberisti che, dagli anni ’80, hanno assunto il modello statunitense quale fonte di ispirazione per le leggi elettorali del nostro Paese.

La partecipazione democratica a stelle e strisce si regge, fondamentalmente, sulla contrapposizione tra due blocchi partitici e su un astensionismo molto elevato: il presidente viene infatti eletto con una percentuale che oscilla tra il 12 e il 15% dei voti dell’intera cittadinanza. L’asinello e l’elefante, simboli rispettivamente di Democratici e Repubblicani, rappresentano da sempre interessi economici pressoché identici: iniziano guerre gli uni e gli altri, condividono la medesima ideologia imperialista e ambedue ritengono che sia il Mercato a dover regolare ogni cosa, compresi il welfare e la sanità.

Il partito dei Clinton incappa, a volte, in un disallineamento interno provocato dalla sinistra socialista che si annida tra le sue fila: un’anomalia che si risolve, di norma, affossando Bernie Sanders alle primarie. Lo scontro tra il senatore del Vermont e Hillary Clinton, nel 2016, pare sia stato macchiato da manipolazioni volte a favorire la candidata liberale. Tale ipotesi è stata confermata sia dall’ex presidente del Comitato Nazionale Democratico (Dnc), Donna Brazile, sia dalla senatrice Elizabeth Warren, la quale, dopo aver dato il suo endorsement a Hillary, ha riconosciuto come le primarie fossero state “truccate”.

A destra, invece, i Repubblicani non sono riusciti a contenere la propria anomalia interna: Donald Trump, espressione della destra radicale. Il ricco imprenditore, al contrario di Sanders, ha preso in breve tempo le redini del partito e del governo. La densa melassa liberal statunitense include dunque sia i democratici sia i repubblicani, ma esclude la componente socialista, da sempre attenta all’inclusione e alla difesa dei lavoratori. Una sostanza vischiosa arricchita recentemente da un nuovo ingrediente: la destra estrema, i cui valori si fondano sull’aggressione sistematica a danno degli immigrati.

Il modello americano è stato gradualmente emulato dai partiti del Vecchio Continente. Nella Francia di Macron, come nell’Inghilterra di Starmer, possono cambiare le maggioranze, ma la politica internazionale e quella interna rimangono pressoché invariate, a prescindere da chi sieda all’Eliseo o al numero 10 di Downing Street: alleanze atlantiste intoccabili e predominanza di teorie iper-liberiste nelle scelte economiche nazionali.

In Italia, la storica contrapposizione del secondo dopoguerra tra le forze di ispirazione cattolica e quelle di fede comunista ha fatto crescere il Paese, consentendo riforme legislative a tutela dei diritti (Statuto dei Lavoratori, diritto di famiglia) e uno sviluppo economico guidato dallo Stato (sanità nazionale ed energia). A quell'onda vivace è seguito il riflusso degli anni ’80, con l’avvento del sistema maggioritario e il simultaneo declino del proporzionale, che garantiva la sintesi delle posizioni in ambito governativo.

Alla vigilia del referendum sulla giustizia, che segue un intervento legislativo maturato nelle sole stanze del Governo, emergono drammaticamente gli effetti dell’omologazione politica. È difficile per i cittadini capire da chi sia composto realmente lo schieramento che si oppone allo smembramento del CSM; ancor più complesso è spiegare perché una parte del Partito Democratico sostenga con vigore la riforma del Ministro Nordio.

Il problema risiede nella confusione del centrosinistra: pronto a dividersi su temi essenziali di politica interna, ma unito in modo indissolubile sull’ideologia globale liberista. I Democratici non riescono a distinguersi dalla destra su temi fondamentali: l’espansione a Est della Nato, il giudizio sulla guerra in Ucraina, l’annullamento delle politiche sociali a favore del riarmo, le privatizzazioni e l’adorazione del Mercato come unico regolatore sociale.

Il recente voto europeo sulla declassazione del lupo, da specie protetta a cacciabile, ha visto il Pd optare per l’astensione, favorendo una scelta basata su suggestioni ataviche a danno della biodiversità. È un’altra espressione dell’omologazione, così come lo è il silenzio sulla destabilizzazione di Cuba.

La melassa è vischiosa: si appiccica addosso e, se ingerita in abbondanza, può soffocare. È un’assenza di ossigeno dannosa per il cervello e anticipatrice del decesso. Domenica e lunedì prossimi saremo chiamati alle urne: ricordiamo come gli effetti della melassa possano essere letali per qualsiasi democrazia, compresa la nostra.

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