Leader e no
08:11 Lunedì 23 Marzo 2026
Dicono che… l’annuncio dell’annullamento dell’Alpàa, storica manifestazione che da mezzo secolo infiamma la Valsesia con frotte di turisti, cantanti e padelle roventi, abbia scatenato più scintille nei palazzi che sotto i palchi. Altro che festival: qui va in scena il classico derby del centrodestra, tra accuse sussurrate e stoccate neanche troppo velate. Il casus belli è servito: niente Alpàa di Varallo proprio nell’anno del cinquantenario. Una bomba. A gennaio si erano già fissate le date – dal 10 al 19 luglio – ma nel giro di poche settimane la macchina si è inchiodata. Nel bilancio previsionale 2026 il consiglio comunale aveva messo nero su bianco 100 mila euro per il Comitato. Poi, colpo di scena: la giunta, venerdì 20 marzo, riduce il contributo a 40 mila. Risultato? Bandiera bianca. E addio a un evento che in dieci giorni portava anche 150 mila persone.
Nella nota ufficiale il Comitato non usa giri di parole: annullamento “atto dovuto e inevitabile” dopo decisioni che hanno “azzerato le condizioni minime di agibilità operativa, economica, finanziaria e relazionale”. Senza soldi, niente festa. Ed è qui che partono le schermaglie. L’ingellato segretario di Fratelli d’Italia, Davide Gilardino, evoca una Valsesia orfana di leader veri, citando i tempi di Gianluca Buonanno. Dall’altra parte il presidente dell’Unione montana, Francesco Pietrasanta, fresco di casacca forzista, prova a smorzare: una soluzione si troverà, magari coinvolgendo pure la Provincia, guarda un po’ guidata proprio da Gilardino. Scaramucce? Forse. Ma sullo sfondo resta una valle che, senza la guida prima di Buonanno e poi di Paolo Tiramani, continua a perdere pezzi: servizi, eventi, centralità. E ora anche la sua festa simbolo. Altro che Alpàa: qui l’unico spettacolo è il teatrino del centrodestra.


