Comba missing

Dicono che… mentre la fiamma divampa, lui invece di spegnere l’incendio abbia preferito dileguarsi tra il fumo. E così, mentre Fratelli d’Italia è in piena fibrillazione – tra dimissioni forzate e declassamenti – e nel suo Piemonte un sottosegretario è costretto a lasciare il ministero e la vicepresidente della Regione viene degradata ad “assessore semplice”, il capo (almeno formalmente) di Fratelli d'Italia in terra subalpina abbia preso il largo. Già, perché di Fabrizio Comba – ex socialista di terza fila ai tempi del garofano, poi transitato in Forza Italia prima di accasarsi alla corte di Giorgia Meloni – si sarebbero perse le tracce. Uccel di bosco, volatilizzato, come se il temporale non lo riguardasse.

Eppure il nubifragio non è di quelli che si ignorano: il caso della “bisteccheria romana” che ha scottato il suo corregionale Andrea Delmastro ha dato più di uno scossone. Ma dal quartier generale piemontese, silenzio tombale. Neanche un sussurro. Idem sul fronte interno: nella delicata partita con il governatore Alberto Cirio per gestire la posizione di Elena Chiorino – rimasta in giunta ma senza più i galloni da vice – del capo piemontese non si sarebbe vista nemmeno l’ombra. Invisibile anche lì.

“Etereo”, lo difendono gli amici con indulgenza. “Del tutto inadeguato, solo il cameriere di Guido Crosetto”, lo inchiodano i detrattori senza tanti giri di parole. Del resto, proprio per sopperire alla sua debolezza tempo fa i vertici romani gli hanno appioppato due badanti politici: Paolo Bongioanni e Federico Riboldi, messi lì a fare da stampelle. Al punto che, secondo rumors interni, potrebbe essere vicino il momento del suo giubilamento. Tanto, a giudicare dal vuoto che lo circonda, c’è già chi si sta comportando come se fosse cosa fatta.

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