Lavazza, nel 2025 fatturato sale a 3,9 miliardi, l'utile netto a 92 milioni
12:04 Lunedì 30 Marzo 2026
Il gruppo Lavazza - in un anno segnato da prezzi record del caffè e tensioni globali - ha registrato un fatturato di 3,9 miliardi, in crescita del 15,7% rispetto al 2024. L'ebitda si è attestato a 340 milioni (+8,8%) con un ebitda margin pari a 8,8% rispetto al 9,3% del 2024. L'ebit è pari a 157 milioni (era di 130 milioni), mentre l'utile netto ha raggiunto 92 milioni a fronte degli 82 milioni registrati nel 2024. La posizione finanziaria netta a fine 2025 è negativa per 432 milioni rispetto a -511 milioni a fine 2024, e riflette la generazione di cassa realizzata nell'anno. Il bilancio è stato approvato dal consiglio di amministrazione. "Stiamo vivendo un contesto economico ancora segnato da un'estrema volatilità delle quotazioni del caffè. È sempre più difficile fare previsioni, ma la tempesta non è ancora finita" commenta Antonio Baravalle, ceo del gruppo Lavazza. "Nonostante il quadro generale complesso, che ha portato anche a un calo dei volumi di vendita, siamo riusciti a chiudere il 2025 con risultati positivi sui principali indicatori finanziari. Non siamo però ancora in acque calme: la volatilità del mercato del caffè è ormai strutturale, i costi delle materie prime restano sotto pressione, le tensioni geopolitiche continuano a ridisegnare gli equilibri globali e il quadro regolatorio aggiunge ulteriore complessità. In questo scenario, la nostra priorità resta quella di mantenere disciplina e focus, proteggendo le nostre persone, i nostri brand e la capacità di continuare a investire nel lungo periodo". Nel 2025 i dipendenti del gruppo Lavazza sono oltre 5.800 nel mondo, a loro è stato riconosciuto un premio per obiettivi con importi fino a 4.000 euro lordi.
Lavazza spiega che nel 2025 il gruppo si è trovato a operare in un contesto di forte pressione sui costi, legato a una 'tempesta perfetta' di fattori: cambiamento climatico ed eventi meteo estremi nei Paesi produttori, tensioni geopolitiche, crisi logistiche, incertezze regolatorie e dinamiche speculative sulle materie prime. A questi si sono aggiunti i dazi negli Stati Uniti, che hanno inciso sulla supply chain e aumentato l'incertezza. Il risultato è una contrazione del mercato globale del caffè, con un calo dei volumi del -3,5% nel biennio 2023-2024 e un ulteriore -2,4% nel 2025. A pesare sono soprattutto le quotazioni record del caffè verde: dal 2021 ai primi mesi del 2025, l'Arabica è aumentato del +230% e il Robusta del +325%. In questo scenario, Lavazza ha continuato a puntare su "un'attenta gestione dei costi e sull'efficientamento della supply chain, attraverso un programma pluriennale di ottimizzazione del capitale circolante, il rafforzamento del modello operativo e una razionalizzazione del portafoglio prodotti". Tra i punti di forza del gruppo Lavazza spiccano la diversificazione per canale e per geografia. Sul fronte dei canali, il gruppo presidia sia il consumo domestico sia quello fuori casa, investendo in un modello sempre più omnichannel che integra retail, horeca, office coffee service, distribuzione automatica ed e-commerce. La presenza in oltre 140 Paesi rappresenta un ulteriore elemento di forza: nel 2025 il Nord America ha registrato una crescita del fatturato del +26,9%, trainata soprattutto da retail ed e-commerce. In Europa, invece, il contesto resta più complesso, con un calo dei volumi e criticità in mercati come Polonia (-26%) e Francia (-16,3%) per l'aumento dei costi distributivi. Prosegue intanto lo sviluppo in Cina grazie alla partnership con Yum China. Nel 2025, anno del 130esimo anniversario, l'azienda ha rafforzato il proprio percorso di innovazione sostenibile con il lancio di Tablì, sistema single-serve che utilizza una tab composta al 100% da caffè, senza involucro, garantendo qualità elevata in tazza. Guardando al futuro, Baravalle indica nell'agilità la parola chiave per affrontare un contesto segnato da tensioni geopolitiche e instabilità. Il Gruppo continuerà a investire in qualità, innovazione sostenibile e trasformazione digitale, per rafforzare la competitività e la resilienza della filiera.


