Le Asl alla Corte dei Conti, indagine sui bilanci
Stefano Rizzi 18:04 Mercoledì 01 Aprile 2026Chiesto il deferimento per tutte le aziende (eccetto Città della Salute in piano di rientro). La Sezione di Controllo già convocata per il 6 maggio. "Criticità" diffuse nei conti relativi al 2023 e 2024. Ribadita la norma del pareggio nei preventivi (altro che "desiderata")
La Corte dei Conti vuole vederci chiaro nei bilanci delle aziende sanitarie del Piemonte. In una lettera inviata ieri l’altro al presidente della Sezione regionale di controllo dell’organo contabile, il magistrato istruttore Paolo Marta richiede “il deferimento per l’esame dei bilanci di esercizio 2023 e 2024” di tutte le Asl, così come delle aziende ospedaliere e universitarie della regione.
Solo due eccezioni: la Città della Salute di Torino, “in quanto soggetta a piano di rientro aziendale”, e la nuova azienda Regina Margherita (ora insieme al Sant’Anna), “non essendo ancora in capo all’azienda l’attività ordinaria di tutela della salute”.
Istruttoria da 159 pagine
Nelle prime righe delle 159 pagine fitte di rilievi e dati, il magistrato premette che “dalla complessiva istruttoria svolta, a seguito dell’esame dei bilanci 2023 e 2024 delle ASR e dei relativi questionari trasmessi dai collegi sindacali a questa Sezione, sono emerse alcune criticità (…)”.
E, ancor prima di addentrarsi nelle questioni oggetto di quello che – tradotto in maniera approssimata dal linguaggio giuridico – potrebbe essere definito una sorta di supplemento di indagine, dalla giustizia contabile arriva l’ennesimo richiamo su un tema alla ribalta da settimane, viste le cifre in ballo, e sul quale è intervenuto con una sua spiegazione lo stesso assessore alla Sanità, Federico Riboldi: i bilanci preventivi.
Riboldi e i “desiderata”
Se, a suo dire, quelle previsioni sono anche frutto “dei desideri delle aziende” – affermazione che ha provocato durissime reazioni da parte delle opposizioni – la Corte dei Conti ritiene evidentemente necessario ribadire che “come strumento di programmazione, il bilancio preventivo deve, inoltre, essere redatto in pareggio, con le risorse al momento conosciute dalle Aziende”.
Una sottolineatura che rende quasi paradossale la cifra complessiva di 879 milioni di disavanzo preventivata per l’anno in corso, sommando quelli di ogni singola azienda.
“Il principio contabile 15 dell’allegato 1 del D.Lgs. n. 118/2011, infatti, afferma che le norme di contabilità pubblica pongono come vincolo del bilancio di previsione l’equilibrio di bilancio. L’osservanza di tale principio – si legge nella richiesta di deferimento – riguarda il pareggio complessivo di competenza e di cassa, attraverso una rigorosa valutazione di tutti i flussi di entrata e di spesa”.
Numeri in peggioramento
Prendendo in esame il 2023 e il 2024, il magistrato istruttore annota come “nonostante la Regione, come sopra evidenziato, abbia dato indicazioni alle Aziende di perseguire il rispetto dell’equilibrio di bilancio, la maggior parte delle Aziende abbia previsto una perdita d’esercizio, addirittura in peggioramento nel 2024”.
Si era infatti passati dai 446 milioni di perdite previste per il 2023 ai 626 dell’anno successivo. Verrebbe da dire: figurarsi quando sarà il momento del preventivo 2026.
Una radiografia completa, quella che la magistratura contabile fa del sistema sanitario piemontese, su cui – come detto – vuole accendere ulteriori riflettori su più di un aspetto che, evidentemente, i dati e le spiegazioni fornite dalle aziende non hanno reso pienamente convincenti allo sguardo della Corte.
Cartellino giallo
Qualcuno potrebbe usare la metafora del cartellino giallo per descrivere il senso di questa iniziativa che, appunto, prende in esame i conti degli anni precedenti, ma produce i suoi effetti soprattutto sul futuro.
Un dossier a dir poco voluminoso a sostegno della richiesta, peraltro già accolta, di deferimento per le aziende sanitarie e ospedaliere, dove si trovano chiari riferimenti alle principali fonti di spesa e al loro controllo.
Come nel caso del piano contabile e patrimoniale: il documento non segnala, in generale, irregolarità così gravi da compromettere la veridicità del bilancio, ma richiama varie criticità puntuali, tra cui problemi nella gestione di cespiti, rimanenze e inventariazione dei beni in alcune aziende, nonché disomogeneità nel trattamento di alcune partecipazioni e di altre poste patrimoniali.
Farmaci e personale
E, ancora, sul lato dei costi, vengono messe in evidenza soprattutto tre aree: quella della spesa farmaceutica, per cui nel 2023 il Piemonte rispetta solo il tetto della convenzionata, ma sfora quello degli acquisti diretti e quello complessivo, mentre nel 2024 gli scostamenti peggiorano ulteriormente.
L’altra riguarda il costo del personale, in crescita, con un perdurante ricorso a forme di lavoro flessibile anche dopo l’emergenza pandemica.
La terza, infine, attiene agli acquisti di beni e servizi, che rappresentano la quota prevalente dei costi delle Asl, insieme a criticità nelle rimanenze di magazzino in alcune aziende.
In aula il 6 maggio
Questi e molti altri aspetti legati ai bilanci del 2023 e 2024 supportano la richiesta di ulteriori approfondimenti, arrivata dopo l’istruttoria e che approderà, il prossimo 6 maggio, davanti al collegio della Sezione di controllo della Corte dei Conti.
In vista della seduta, le aziende sanitarie – tutte “chiamate a partecipare con i propri rappresentanti” – potranno depositare memorie e deduzioni.
Nell’attesa, e proprio in virtù di quanto scritto negli atti della Corte, le spiegazioni fornite dal vertice politico della sanità piemontese circa il profondo rosso previsto per l’anno in corso stridono ancora di più con la norma. Come le unghie di un gatto sullo specchio.


