FIANCO DESTR

Cameroni ai Nastri di partenza.
Cirio nelle beghe tra Fratelli

Per il posto lasciato libero da Chiorino duello tra le "anime" di FdI. Crosetto punta sulla consigliera novarese (anche) per salvare Sacchetto, al momento in pole position. Montaruli spinge per Binzoni. Compromesso in vista, nipote d'Italia permettendo

La rovinosa caduta del “clan dei biellesi” ha tolto il velo su ciò che in Fratelli d’Italia del Piemonte si è sempre mosso sotto traccia: rivalità, ambizioni e partite aperte fin dalla fondazione del partito, finora tenute sotto la cappa da caserma imposta dalla “fiamma magica”. Dietro la superficie di un partito privo di correnti, che marcia compatto agli ordini di Giorgia Meloni, si celano infatti molteplici anime, basate su visioni ideologiche più o meno comuni ma soprattutto su legami e preferenze personali, che finiscono per determinare i ruoli all’interno e all’esterno della compagine.

Ne costituisce una plastica dimostrazione la competizione per la successione a Elena Chiorino, dimessasi prima da vicepresidente della Regione e poi anche da assessore al Lavoro e all’Istruzione per il suo coinvolgimento nell’affaire Bisteccheria, che ha travolto il suo capo politico Andrea Delmastro, a sua volta costretto a lasciare il posto da sottosegretario alla Giustizia. Con i biellesi fuori dai giochi, almeno per il momento, le altre correnti sottaciute affilano i coltelli.

A via della Scrofa 

Nella conferenza stampa, a mo’ di messa funebre, convocata a Palazzo Lascaris, il presidente della Regione Alberto Cirio è stato chiaro: “Per scegliere il successore di Chiorino mi confronterò con i vertici nazionali di Fratelli d’Italia”. Nulla di sconvolgente: sceglie il partito, principale azionista della maggioranza. E si sceglie a Roma, in via della Scrofa, non certo a Torino, dove il segretario regionale Fabrizio Comba è desaparecido da almeno due settimane, da quando il bubbone è scoppiato.

La palla è dunque ora nelle mani del responsabile dell’organizzazione Giovanni Donzelli e di Arianna Meloni, sorella della premier e a capa del tesseramento. Saranno loro a decidere chi sostituirà Chiorino, ma non potranno non tenere conto delle istanze che arrivano dai maggiorenti piemontesi, che vedono in questa partita l’occasione per affermare la propria supremazia all’interno dei confini regionali.

Crosetto sornione

I principali contendenti di questa disfida tutta interna sono due: da una parte il gigante di Marene Guido Crosetto, ministro della Difesa e fondatore di FdI, a dispetto della sua tradizione politica democristiana e poi berlusconiana; dall’altra la pasionaria torinese Augusta Montaruli, che, forte di un’agguerrita militanza giovanile nelle organizzazioni di destra, ha scalato i vertici del partito meloniano, di cui oggi è vicecapogruppo alla Camera dei deputati. Due retroterra radicalmente diversi trovano, si misurano all’ombra del Grattacielo.

Crosetto si sa vola alto e, con i fronti aperti dall’Ucraina al Medio Oriente, ostenta distanza dalle quisquiglie del cortile di casa e dalle beghe di partito, ma è una distanza più di forma che di sostanza: da PalazzoBaracchini continua a seguire tutto con attenzione, da vero pezzo da novanta che resta impossibile ignorare.

L’uomo – in questo caso la donna – di Crosetto è Daniela Cameroni, consigliera regionale classe 1977, imprenditrice appartenente a una delle famiglie più in vista di Novara e legata sentimentalmente al luogotenente meloniano sotto la cupola di San Gaudenzio, il senatore Gaetano Nastri, di rito crosettiano, e come Shrek proveniente da Forza Italia e non dagli eredi del Msi. Liquidarla come “la compagna di Nastri” è un argomento buono per la polemica (anche interna), ma ingeneroso: al netto delle accuse di nepotismo, Cameroni è un’imprenditrice di valore che anche nella sua recente attività in aula ha mostrato capacità, serietà e preparazione: non esattamente una che brilla di luce riflessa.

Salvate il soldato Sacchetto

L’ascesa di Cameroni in Giunta salvaguarderebbe le quote rosa (con l’addio di Chiorino, l’unica donna rimasta è Marina Chiarelli, a sua volta traballante e in rotta con i vertici di FdI) e salverebbe il seggio del cuneese Claudio Sacchetto, ex assessore all’Agricoltura della giunta Cota, che dovrà fare spazio alla Chiorino ora che è tornata una semplice consigliera: nel listino Cameroni gli è davanti e, trasferendosi al Grattacielo, si riaprirebbero per lui le porte di Palazzo Lascaris.

Sacchetto, 46enne imprenditore agricolo, aveva lasciato la Lega anni fa per passare a Fratelli d’Italia, legandosi proprio al suo conterraneo Crosetto. Che, con questa mossa, prenderebbe due piccioni con una fava.

Montaruli tenta l’all-in

La soluzione Cameroni tuttavia non convince Montaruli, che, dopo aver già ottenuto la promozione a vicepresidente del suo fedelissimo (nonché ex marito) Maurizio Marrone, già candidato sindaco in pectore in vista delle comunali a Torino del 2027, adesso vuole mettere il cappello anche sul nuovo assessore: il suo nome è quello della consigliera Alessandra Binzoni, classe 1977, avvocata penalista, al suo esordio nell’aula di via Alfieri e oggi vicecapogruppo di FdI a Palazzo Lascaris, è moglie di Giovanni Genovesio, presidente regionale della Cna..

Portando anche Binzoni in giunta, Montaruli aumenterebbe il peso nella giunta Cirio e soprattutto affermerebbe la completa egemonia sul partito nel capoluogo, riducendo ai margini i “ghigliani”, lo smunto drappello rimasto attorno all’ex federale Agostino Ghiglia, attuale componente del Garante della privacy, e contenendo i “crosettiani”. Gioca la carta dei rapporti con Donzelli, cementati da anni di militanza comune.

Se non dovesse riuscirle l’all-in, punterà su uno spacchettamento delle deleghe, in modo che il “suo” Marrone aggiunga al Welfare anche il Lavoro e magari anche la preziosa delega alle Partecipate (con annessa partita sulle nomine), lasciando a Cameroni, o chi per lei, la sola Istruzione. Pari e patta.

Crosettino gioca per sé

Tra i due pesi massimi della Fiamma piemontese si inserisce un terzo incomodo: l’europarlamentare Giovanni Crosetto, nipote di Guido ma assai desideroso se non di emanciparsi dalla figura ingombrante (in tutti i sensi) dello zio almeno di ritagliarsi un ruolo autonomo. Così, anche sulla successione a Chiorino, vuole puntare su un cavallo tutto suo: l’ex sindaca di Villafranca Marina Bordese, che nel 2024 ha ceduto la fascia a suo marito Agostino Bottano per entrare in Consiglio regionale, restando comunque consigliera comunale del piccolo comune della città metropolitana di Torino.

Bordese, 52 anni, architetta, è a sua volta vicina al presidente del Consiglio regionale Davide Nicco, che nel suo staff può contare su Alessia Cuffia, vicesindaca di Rivarolo Canavese nonché compagna di Crosetto jr. E proprio come il suo più illustre parente con l’operazione Cameroni-Sacchetto, anche “Crosettino” sogna il doppio colpo: un ingresso di Bordese in giunta libererebbe un posto in Consiglio per Giovanni Ravalli, un “crosettiano” di complemento tramite l’amicizia con il segretario regionale.

Proprio lui, infatti, è risultato primo dei non eletti nel 2024, ricompensato con la nomina a Garante dell’Infanzia, nonostante le diatribe (poi superate) sul suo curriculum. Ragion per cui anche Comba (per quello che vale) vedrebbe di buon occhio la promozione di Bordese. Ma è lo stesso motivo per cui Montaruli non forzerà la mano più di tanto su Binzoni, eletta nella stessa circoscrizione: otterrebbe sì una pedina in più in giunta, ma al contempo una in meno in aula. Pesi e contrappesi.

La favorita

In virtù di questo quadro di casate degno del Trono di Spade in salsa sabauda, i favori del pronostico per la successione a Chiorino vanno senza dubbio a Daniela Cameroni: certo, sarebbe il terzo assessore novarese insieme a Chiarelli e al leghista Matteo Marnati, oltre a rischiare di fare da parafulmine di vicende che hanno altri bersagli. Ma Cirio di questo si preoccupa fino a un certo punto: fin dall’inizio è stata una partita interna a FdI ed è pronto a concordare la soluzione con i vertici romani del partito.

D’altra parte, non gli dispiace neppure assecondare il gigante di Marene, col quale ha condiviso anni di militanza in Forza Italia e che incidentalmente è anche padrino al battesimo di suo figlio Emanuele. Montaruli, come detto, proverà a convincere Donzelli e Meloni, ma la soluzione di compromesso – quella che assegnerebbe alla subentrata Cameroni la sola Istruzione, rendendo Marrone un superassessore dopo aver già ottenuto i gradi di vicepresidente – potrebbe accontentarla. Più che una partita, è un assestamento di potere: tolto di mezzo il blocco biellese, resta da vedere chi avrà la meglio e chi dovrà limitarsi a prendere atto.

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