Rapporto confidi 2026, garanzie per 7,4 miliardi alle pmi

Alla fine del 2025 i Confidi in Italia erano 164, in calo di 15 unità rispetto all'anno precedente, e detenevano 7,4 miliardi di euro di garanzie, il -4,% in meno. E' però in crescita l'erogazione di credito direttamente alle imprese da parte dei Confidi maggiori: oltre 600 milioni di euro a fine 2025, con un +6,7% rispetto al 2024. I dati relativi a questi consorzi, la cui funzione è agevolare l'accesso al credito alle Pmi attraverso il rilascio di garanzie alle banche, emerge dal Rapporto 2026 dell'Osservatorio permanente sui Confidi, che il Comitato Torino Finanza ha presentato oggi a Roma. "Il rapporto - afferma Vladimiro Rambaldi, presidente del Comitato Torino Finanza - dimostra che il sistema dei Confidi continua a rivestire un ruolo importante nell'affiancamento e nell'accompagnamento delle imprese di minori dimensioni e che si sta evolvendo per stare al passo con i tempi. E' una realtà ormai consolidata l'erogazione di credito diretto da parte dei Confidi maggiori, i quali svolgono in questo modo una importante funzione di supplenza. Nel campo della sostenibilità, i Confidi sono in grado di fare da cerniera tra la piccola impresa e la banca ed evitare che i cosiddetti fattori Esg, ormai destinati a incidere in maniera crescente sull'erogazione del credito, si trasformino in un ulteriore e incompreso fattore di complessità amministrativa". Negli ultimi 3 esercizi (2022-2024) i Confidi maggiori e quelli minori del campione hanno cumulato un margine operativo negativo per 149 milioni di euro, e ciò è solo in parte compensato dall'attività di investimento della liquidità detenuta. Ma il punto chiave - è stato sottolineato dagli estensori del rapporto, Diego Bolognese e Gianmarco Paglietti - è che ormai il valore dei Confidi non sta solo nel mitigare il rischio, ma nel saperlo leggere meglio. Il loro futuro non si gioca solo sulla quantità di credito attivato, ma sulla qualità delle informazioni che sono in grado di produrre e governare. Perché oggi, hanno spiegato, "il vero vantaggio competitivo non è avere meno rischio, ma essere più leggibili".

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