Pd Torino, Cpr contro ogni principio di democrazia
17:07 Giovedì 02 Aprile 2026
"Continuiamo a ritenere che questo tipo di struttura, che non è un istituto di detenzione per scontare una pena e non è un centro di accoglienza, sia una terra di nessuno, un luogo dove sono continui gli atti di autolesionismo legati al fatto che qui la situazione è alienante, quindi anche solo due ore al pronto soccorso sono un diversivo. Senza nulla togliere al grande lavoro di chi opera qui dentro, è il sistema che è assolutamente alienante e disumano e va contro ogni principio di democrazia". Ad affermarlo le consigliere regionali Pd Nadia Conticelli e Laura Pompeo dopo un sopralluogo al Cpr di Torino, dove attualmente ci sono 47 persone. "Abbiamo constatato - dice Conticelli - che sono molto frequenti piccoli incidenti e gesti di autolesionismo come l'ingestione di bagnoschiuma o di accendini, 19 solo negli ultimi mesi. Come frequenti sono i casi di incendi di coperte e materassi, l'ultimo in questi giorni, quindi ci sono alcune stanze inagibili". Le consigliere raccontano di "situazioni al limite, come una persona con problemi gravi di diabete tenuta in una stanza a parte in attesa di avere un posto in ospedale e un ragazzo psichiatrico che da giorni dorme su un materasso nella mensa - spiega Pompeo -. E c'è una grande solitudine. Inoltre in seguito a casi di autolesionismo sono state prese delle restrizioni e queste hanno fatto aumentare i casi. Un circolo vizioso. Sono strutture non umane e inutili, anche ai fini dei rimpatri". Insieme alle consigliere avrebbe dovuto partecipare al sopralluogo anche la presidente della Circoscrizione 3, Francesca Troise, che non è però potuta entrare "perché i controlli sulla mia domanda da parte della prefettura non erano stati conclusi. Come Circoscrizione - ricorda - siamo nella Rete torinese contro i Cpr e lo scopo principale di informare la cittadinanza su cosa siano realmente. Siamo convinti che ci sia un sistema diverso e si debba lavorare per questo, che è quello di trattare le persone secondo i diritti che abbiamo tutti e con politiche migratorie diverse".


