Bilanci Asl alla Corte dei Conti. "Riboldi non cerchi di sminuire"
Stefano Rizzi 18:22 Giovedì 02 Aprile 2026L'assessore alla Sanità ha definito "un atto dovuto" il deferimento delle aziende per le criticità nei conti del 2023 e 2024. Il Pd alza il tiro. Valle: "Mancanza di rispetto per la Corte". Ravetti: "Inutile usare la propaganda contro i numeri". Tensione al grattacielo
“Parlare di atto dovuto, come ha fatto l’assessore Federico Riboldi, è una grave mancanza di rispetto nei confronti della Corte dei conti”. A meno di ventiquattr’ore dalla notizia, data dallo Spiffero, delle criticità nei bilanci delle aziende sanitarie piemontesi rilevate dalla magistratura contabile e del loro conseguente deferimento, la vicenda accende la politica.
Mentre già ieri sera una certa tensione serpeggiava tra un piano e l’altro del grattacielo della Regione Piemonte, la reazione del Partito Democratico, sia di fronte all’iniziativa della Corte dei conti sia, non da meno, alla “spiegazione” fornita dall’assessore alla Sanità, non si è fatta attendere.
Nel stigmatizzare le parole di Riboldi, che sembrano ricondurre a “un atto dovuto” la corposa istruttoria sui bilanci 2023 e 2024 compiuta dal giudice Paolo Marta, il consigliere regionale dem Daniele Valle ribatte: “Si tratta invece di elementi importanti, sia per qualificare la spesa regionale sia per le ricadute pratiche, molto concrete, sulla qualità delle cure erogate ai cittadini”.
L’istruttoria
Elementi, quelli citati dal vicepresidente della Commissione Sanità di Palazzo Lascaris, affrontati con dovizia di particolari nelle 159 pagine in cui, tra l’altro, viene rimarcato il principio del pareggio nei bilanci di previsione stabilito dalla legge. Principio che, ovviamente, non si ritrova negli 879 milioni di disavanzo, frutto della somma dei preventivi di ciascuna azienda per l’anno in corso.
“In particolare, le osservazioni della Corte – osserva Valle – incrociano quanto emerso con forza negli ultimi anni dai nostri accessi agli atti, nonostante sia stato costantemente negato: il continuo ricorso a forme di lavoro precario e il sovraccarico del personale del Servizio sanitario nazionale, con un indegno accumulo di ferie”.
I conti della Regione
Per il consigliere dem, “sono queste le ragioni che spingono i dipendenti ad andarsene e che rendono il sistema poco attrattivo sul mercato del lavoro. Inoltre, la scarsa chiarezza sui rapporti creditori verso la Regione apre inquietanti interrogativi anche sulla sostenibilità degli atti di bilancio regionali, sui quali ci aspettiamo parole di chiarezza dall’assessore al Bilancio”.
Anche se quello della Corte dei conti, che ha convocato per il prossimo 6 maggio i vertici delle aziende sanitarie davanti alla Sezione di controllo, fosse un “atto dovuto” – e non certo una prassi – come sostenuto dall’assessore alla Sanità, il richiamo di Valle a chiarimenti, indirizzato in questo caso al titolare del Bilancio Andrea Tronzano, porta la questione ben al di fuori di una diatriba semantica.
Non meno puntuto è l’intervento di un altro esponente del Pd, Domenico Ravetti. In una nota afferma: “Per noi l’analisi professionale dei numeri sull’andamento dei bilanci è un fattore così serio che non ci permettiamo di anteporre le polemiche politiche a quelle analisi”.
Propaganda
Poi la stoccata a un bersaglio facile: “Certo è che la politica non potrà più avvalersi della propaganda quando i numeri dimostreranno il contrario. Credo che il governo della destra piemontese non possa che darmi ragione e, di conseguenza, si convincerà presto a adottare le misure necessarie per migliorare finalmente il sistema sanitario regionale”.
Ravetti, alessandrino, non rinuncia ad accendere un faro proprio sulla sua provincia: “L’Asl di Alessandria nel 2023 aveva previsto una perdita di 44.693.483 euro e nel 2024 una perdita di esercizio in peggioramento pari a 59.868.217 euro. Ovvero, il peggioramento previsto in un solo anno è di oltre 15 milioni. Per dare un senso più chiaro di ciò che sta accadendo, significa passare da una perdita pro capite di 108,7 euro nel 2023 a 146,96 euro nel 2024. Vedremo cosa accadrà nell’approfondimento che effettuerà la Corte dei conti”.


