Dalle bistecche allo spezzatino?
Nodo deleghe sul dopo-Chiorino
Stefano Rizzi 17:17 Venerdì 03 Aprile 2026
Nell'attesa della scelta del nuovo assessore, serpeggia la preoccupazione per l'eventuale spacchettamento. Dalle agenzie formative un messaggio in bottiglia a Cirio: "Sbagliato separare Lavoro, Formazione e Istruzione. Il modello Piemonte funziona"
Dalle bistecche allo spezzatino. Negli strascichi dell’affaire Delmastro, che hanno portato in Piemonte alle dimissioni a puntate dell’ormai ex vicepresidente e assessora Elena Chiorino, il menù rimane indigesto. E potrebbe rappresentare una nuova grana per chi, come il governatore Alberto Cirio, alle grane è notoriamente allergico, più dei vampiri all’aglio.
Mentre si consuma il rituale del toto-nomi, tra bilancini e prove di forza, per individuare chi dovrà succedere alla politica biellese, cresciuta e caduta nel simbiotico legame con l’ex sottosegretario alla Giustizia, c’è chi osserva con attenzione i possibili profili in campo, ma nutre una preoccupazione ancora maggiore per un’eventualità tutt’altro che esclusa: lo spacchettamento delle deleghe che erano in capo a Chiorino e ora avocate, ad interim, al presidente.
La possibile separazione del Lavoro dalla Formazione e dall’Istruzione allarma le agenzie formative piemontesi, a partire dalle realtà più storiche e consolidate, spesso riconducibili all’area cattolica, fino a un sistema che conta centinaia di sedi distribuite sull’intero territorio regionale.
Modifiche rischiose
Massima cautela nell’evitare di entrare nel vortice delle decisioni politiche che, in questo caso, restano interne al partito di Giorgia Meloni. Con i vertici nazionali, Cirio ha già chiarito di voler condividere la scelta del nuovo assessore. Tuttavia, il settore della formazione e dell’orientamento professionale non nasconde la preoccupazione per possibili modifiche all’assetto delle competenze.
Un allarme non del tutto immotivato: tra gli schemi ancora sul tavolo per definire il dopo-Chiorino, come riportato dallo Spiffero, c’è anche l’ipotesi di trasferire il Lavoro al neovicepresidente della Regione Maurizio Marrone, accorpandolo al Welfare. Anche l’Istruzione, in passato, è stata separata dalla Formazione, e quei precedenti – tutt’altro che rimpianti – contribuiscono ad alimentare le preoccupazioni degli operatori del settore.
Tam-tam sul territorio
Un tam-tam sottovoce ma crescente, che restituisce un concetto chiaro: “Lo spezzatino metterebbe in crisi il sistema formativo piemontese, considerato uno dei migliori in Italia, anche – ma non solo – alla luce dei recenti risultati del progetto Gol. Un sistema solido, che si trova in una fase cruciale, tra la nuova programmazione europea, la prossima conclusione del Pnrr e la sperimentazione della filiera tecnologica professionale voluta dal ministro Giuseppe Valditara”.
A sostegno della contrarietà a rompere il trittico consolidato Istruzione-Formazione-Lavoro, i vertici delle agenzie formative ricordano come, laddove ciò è avvenuto – citando gli esempi di alcune regioni – “i risultati, purtroppo, si vedono”.
Un messaggio chiaro, indirizzato al vertice della Regione che, tra alchimie e trattative interne all’azionista di maggioranza della coalizione di centrodestra, difficilmente potrà ignorarlo al momento di assegnare un nuovo – anzi, una nuova – titolare alla poltrona lasciata da Chiorino. Dopo la scottatura della bisteccheria, al Grattacielo probabilmente si faranno più di un ragionamento prima di inserire lo spezzatino nel nuovo menù.


