Viale, basta la parola

Dicono che…i rapporti tra Silvio Viale e il Partito Democratico non siano proprio idilliaci. Se ieri il capogruppo dem in Sala Rossa Claudio Cerrato ha sbottato contro l’istrionico collega – eletto tra le fila della Lista Lo Russo per poi passare a +Europa dopo la rottura con Elena Apollonio di Demos – a seguito del suo ostruzionismo in aula durante la discussione del nuovo statuto comunale e di fatto sbattendolo fuori dalla maggioranza, una sua compagna di partito ha deciso addirittura di disconoscere la sua carica.

La consigliera del Pd Lorenza Patriarca, in qualità di presidente della Quinta Commissione Cultura e Istruzione, ha smesso di appellare il collega radicale con il titolo elettivo, così mentre gli altri vengono sempre chiamati “consigliere” (o consigliera) lui è semplicemente “Viale”. E non si tratterebbe affatto di una dimenticanza, ma di una scelta deliberata, quasi una delegittimazione nominale. Non proprio un bel segnale del clima che si respira tra i due alleati. Viale, anche dopo i fatti di ieri, tira dritto e non ci pensa nemmeno a uscire dalla maggioranza, dichiarando che continuerà a sostenere il sindaco Stefano Lo Russo e la sua giunta. Ma a quanto pare sono gli altri a non reggere più lui e le sue continue sceneggiate.

 

print_icon