"Modello Cuneo per il Piemonte", prima tappa della Staffetta Cisl
14:19 Venerdì 10 Aprile 2026
La provincia di Cuneo si conferma tra le più dinamiche del Piemonte e tra le più competitive a livello nazionale. Emerge dal rapporto "Un viaggio nella società e nell'economia della Provincia di Cuneo", presentato dall'economista Mauro Zangola durante la prima tappa della "Staffetta Cisl - Territori in Dialogo", il percorso itinerante promosso dalla Cisl Piemonte per costruire un'agenda di proposte concrete per lo sviluppo del Piemonte. Il quadro economico cuneese è solido: nel 2023 la provincia ha prodotto un Pil di 23,5 miliardi di euro, con un Pil pro capite di 40.500 euro, il più alto tra le province piemontesi. Sul fronte occupazionale, nel 2025 gli occupati sono cresciuti di 8.000 unità rispetto all'anno precedente, con un tasso di occupazione tra i 15-64enni al 72,6%, che colloca Cuneo al sesto posto nella graduatoria nazionale. Significativo il dato giovanile: con un tasso di occupazione dei 15-29enni al 46,4%, la provincia è terza in Italia, preceduta solo da Brescia e Bolzano. Non mancano tuttavia segnali di attenzione. Le persone in cerca di lavoro sono aumentate di 2.000 unità in un anno, il settore delle Costruzioni ha perso 3.000 occupati e il calo demografico resta una sfida strutturale: le proiezioni Istat indicano una perdita di oltre 11.000 residenti entro il 2050. "La provincia di Cuneo ha retto meglio di tutte le altre realtà regionali alle crisi che si sono succedute in questi anni non perché particolarmente fortunata o perché collocata geograficamente in un'area felice, ma per un motivo fondamentale: il tessuto produttivo, quello politico e sociale hanno lavorato insieme per togliere dal campo divisioni e lacerazioni e costruire il bene comune. Lo diciamo con orgoglio, ma senza illusioni: quei risultati non si mantengono da soli. Servono politiche serie e condivise, a partire dalla sicurezza sul lavoro" spiega il segretario generale provinciale, Enrico Solavagione. "La nostra iniziativa è una sfida aperta alla politica regionale. Partiamo da Cuneo perché qui il modello funziona. Questa provincia incarna un modello di crescita equilibrata, capace di tenere insieme competitività, coesione e qualità della vita. Ma il Piemonte non può permettersi province di serie A e province di serie B" ha aggiunto il segretario generale della Cisl Piemonte, Luca Caretti.


