ECONOMIA DOMESTICA

Aerospazio, ricerca e sanità: missione Piemonte in Canada

Niente sogni di annessione alla Trump: il vero rischio, semmai, è quello ben più piemontese delle spedizioni che partono cariche di aspettative e tornano con una valigia piena di buone intenzioni. Se questa volta andrà diversamente, sarà già una piccola rivoluzione

Mentre Donald Trump ha messo il Canada nel suo personale tiro al bersaglio geopolitico – prima minacciando di papparselo, poi ripiegando con una delle sue proverbiali retromarce – il Piemonte su Ottawa e dintorni ha messo gli occhi in modo assai meno roboante. Nessuna velleità annessionista, sia chiaro: da queste parti non si punta a fare del Québec la nona provincia piemontese. Più sobriamente, e forse più utilmente, si prova a fare del Canada una sponda stabile per investimenti, ricerca, industria e relazioni strategiche. Una piccola casetta in Canadà, come il celebre motivetto dell’indimenticabile Gino Latilla.

A caccia di filiere e investimenti

Archiviata l’ennesima fanfaronata a stelle e strisce, resta il dato serio: il Canada è un boccone ghiotto per chi ha visione industriale e diplomazia economica. E infatti dal 13 al 16 aprile il Piemonte sbarca oltreoceano con una missione istituzionale che farà tappa a Montréal, il 13 e 14 aprile, e a Toronto, il 15 e 16, con obiettivi assai concreti: attrarre nuovi investimenti, rafforzare il posizionamento internazionale del sistema produttivo regionale, consolidare i rapporti con uno dei mercati più avanzati e più strutturalmente affini alle filiere europee ad alta specializzazione, in particolare aerospazio, scienze della vita e salute.

La missione è il frutto di una regia larga, quasi da sistema-Piemonte in formato export. Partecipano Regione Piemonte, Comune di Torino, Unioncamere, Camera di Commercio del capoluogo, Ceip, i rappresentanti del sistema della ricerca e dell’innovazione – Politecnico e le due Università – insieme al Bioindustry Park Silvano Fumero e al Distretto Aerospaziale Piemonte. A guidare la spedizione sono l’assessore regionale allo Sviluppo delle Attività Produttive, Internazionalizzazione e Attrazione Investimenti Andrea Tronzano e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.

Numeri, merci e imprese

Il ventaglio delle opportunità che il Piemonte va a cercare in Canada è ampio e comprende aerospazio, cleantech, edilizia sostenibile, scienze della vita, agroalimentare evoluto, manifattura avanzata, design e tecnologie digitali. Non a caso si guarda a un Paese che è la nona economia al mondo e che per le imprese piemontesi rappresenta un mercato estremamente appetibile. L’interscambio commerciale tra Italia e Canada vale 8,9 miliardi di euro, con un saldo positivo per il nostro Paese di 3,7 miliardi. Per il Piemonte il saldo è positivo per 416 milioni, con 619 milioni di esportazioni e un interscambio totale pari a 822 milioni. Le vendite riguardano soprattutto prodotti alimentari, che pesano per il 23%, mezzi di trasporto con il 22,3% e macchinari e apparecchiature industriali con il 20,5%, mentre una quota rilevante, il 36%, è concentrata nell’area torinese.

Anche sul fronte degli investimenti il legame è meno episodico di quanto si possa pensare. In Piemonte operano attualmente cinque imprese canadesi, distribuite in sette stabilimenti e circa 1.600 addetti, con una presenza concentrata nei comparti automotive, medicale e packaging. Un radicamento industriale in evoluzione, che corre parallelo alla crescente proiezione internazionale di aziende piemontesi attive in Canada, tra cui Mecaer Aviation Group, Comau, Vibac, Ferrero, Eataly, Zegna e Damiani. Segno che il rapporto bilaterale è una trama economica che già esiste e che ora si vuole rendere più fitta.

Québec e Ontario, i due motori

Non stupisce, allora, che la missione abbia scelto come bussola due territori-chiave. Il Québec si distingue come uno dei principali hub globali dell’aerospazio, con Montréal ai vertici mondiali per densità industriale e capacità ingegneristica, oltre che per la presenza di filiere avanzate nei materiali, nella simulazione, nell’intelligenza artificiale e nei sistemi dual use. L’Ontario, invece, è il grande motore economico del Paese e uno degli ecosistemi industriali più rilevanti del Nord America, con Toronto hub finanziario, tecnologico e manifatturiero avanzato, pienamente integrato nelle catene del valore nordamericane.

Il programma riflette questa doppia anima. Agli incontri istituzionali con il ministro per le Relazioni internazionali e la Francofonia del Québec, Christopher Skeete, e con il ministro dello Sviluppo economico dell’Ontario, Victor Fedeli, oltre che con rappresentanti della municipalità di Montréal, si affianca una fitta agenda con le realtà del Sistema Italia – consolati, Ice, Camere di commercio – chiamate a fare da sponda nella definizione delle prossime azioni di sviluppo delle relazioni tra Piemonte e Canada. Non mancheranno momenti di networking con la business community canadese e con la comunità italo-canadese, anche nell’ambito delle iniziative legate alle Giornate del Made in Italy, oltre agli incontri con aziende e realtà imprenditoriali.

Montréal, tra cielo e intelligenza artificiale

La prima tappa, Montréal, è stata scelta anche perché sede dell’International Aerospace Innovation Forum, giunto alla decima edizione, manifestazione che riunisce aziende leader del settore e vedrà la partecipazione anche di rappresentanti italiani di Thales Alenia Space. Il Québec, del resto, è un mercato particolarmente interessante per le aziende piemontesi dell’aerospazio perché ospita uno dei principali ecosistemi globali della simulazione e dell’addestramento avanzato. È un contesto che apre spazi concreti per imprese piemontesi attive nella meccanica di precisione, nell’elettronica avanzata, nel software embedded e nei sistemi integrati.

Ma Montréal non sarà solo aerospazio. Sono in agenda anche incontri con cluster e organismi strategici nel campo delle scienze della vita, come Montréal InVivo, e dell’intelligenza artificiale, con la visita a Ivado, istituto che mette insieme università, imprese e centri di ricerca per sviluppare e trasferire competenze avanzate in intelligenza artificiale, data science e ottimizzazione.

Toronto, la fabbrica del Nord America

Poi sarà la volta di Toronto, nell’Ontario, cuore dell’industria automotive canadese, con una filiera integrata che comprende Oem, fornitori Tier 1 e centri di ricerca e sviluppo. Un ambiente che offre opportunità concrete per partnership industriali, co-sviluppo tecnologico e inserimento nelle supply chain nordamericane. Qui il programma si concentrerà su innovazione digitale, industria creativa e mobilità.

Ospedali, ricerca e cure su misura

Sul fronte sanitario, l’agenda è altrettanto densa e vede impegnati assessorato regionale alla Sanità, vertici del Bioindustry Park e bioPmed in una serie di incontri e visite ad alcuni tra i più importanti centri ospedalieri e istituzioni accademiche e cliniche di rilievo internazionale. Tra questi l’Ontario Institute for Cancer Research, la McGill University, l’Humber River Hospital. Un rilievo particolare lo assume l’incontro con il SickKids Research Institute, centro di riferimento globale per la ricerca pediatrica avanzata, affiliato al The Hospital for Sick Children.

Meno slogan, più sistema

Alla fine della fiera, mentre Trump si trastulla con mappe immaginarie e confini spostati a colpi di battuta, il Piemonte prova a fare una cosa più sensata: trattare il Canada non come una caricatura geopolitica, ma come un partner di rango. Con una missione che tiene insieme aerospazio e ospedali, università e cluster, camere di commercio e business community, attrazione investimenti e diplomazia territoriale. Molti nomi, molte tappe, molte materie: il rischio, semmai, è l’overbooking.

L’auspicio è quello che, almeno per una volta, la trasferta non sia la solita processione di badge, strette di mano e foto ricordo: il Gruppo Vacanze Piemonte, che abbiamo visto all’opera troppe volte. L’ambizione, sulla carta del comunicato, è alta: portare a casa contatti, progetti, investimenti e un pezzo in più di posizionamento internazionale. Che non sarà la nona provincia, ma per il Piemonte potrebbe valere molto. Si vedrà.

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