Stellantis cambia marcia: clienti (e utili) al centro
14:49 Martedì 14 Aprile 2026Dopo errori operativi, dazi e maxi oneri, il gruppo prova a rimettersi in carreggiata. All'assemblea dei soci, Elkann e Filosa ammettono la necessità di una correzione profonda. Riorganizzazione e nuovi modelli. Il 2026 sarà il banco di prova
Dopo mesi passati a inseguire problemi più che risultati, in Stellantis si parla apertamente di svolta, di cambio di passo necessario per tornare a crescere facendo utili. Davanti agli azionisti dell’assemblea generale 2026, il presidente John Elkann e il ceo Antonio Filosa mettono in fila errori, correzioni e obiettivi, archiviando il 2025 come un anno di passaggio pesante, segnato da criticità operative e da un conto salato da pagare. Il risultato è un’ammissione implicita: senza una correzione profonda, la macchina rischiava di perdere colpi ben più seri.
A fare da regista è il rampollo Agnelli, confermato al vertice con l’89,7% dei voti, che non indulge in autoassoluzioni. Il contesto, ricorda, era tutt’altro che favorevole: dazi, regole in continuo mutamento, competizione sempre più aggressiva e uno scenario geopolitico instabile. Un mix che ha complicato la vita al gruppo e imposto una revisione profonda. Da qui la scelta di intervenire senza tentennamenti: alleggerire la macchina organizzativa, riallacciare i rapporti con clienti e territori, e rimettere in carreggiata una struttura che aveva bisogno di essere riposizionata per tornare a crescere in modo sostenibile.
La scelta di Filosa al timone
Nel racconto del numero uno non manca il passaggio chiave della governance: la designazione, avvenuta all’unanimità nel maggio 2025, di Filosa come nuovo amministratore delegato. Una scelta interna, motivata con la conoscenza profonda dell’azienda e la necessità di affidarsi a chi, dentro casa, conosce pregi e difetti della galassia Stellantis. E proprio da qui Elkann sostiene di vedere i primi segnali di inversione: un miglioramento che, pur senza fuochi d’artificio, si sarebbe consolidato trimestre dopo trimestre grazie a un ritorno alle basi, cioè l’attenzione alla domanda.
Il presidente parla di resilienza e di fondamenta gettate per il rilancio, ma evita trionfalismi. Il 2026 si apre, dice, con un atteggiamento prudente: consapevolezza delle difficoltà ancora sul tavolo, ma anche fiducia nella capacità del gruppo di affrontarle.
La cura da 22 miliardi
Se Elkann disegna il quadro, è Filosa a entrare nel dettaglio operativo. Il nuovo ceo parte da una fotografia: il 2025 è stato un anno complicato, stretto tra venti contrari economici, catene di approvvigionamento a singhiozzo e incertezze regolatorie, dazi inclusi. La risposta, spiega, è stata una correzione profonda, che ha comportato anche scelte pesanti. A febbraio 2026 il gruppo ha infatti messo sul piatto circa 22 miliardi di euro di oneri: una cura drastica, definita necessaria per rimettere in asse il modello operativo e salvaguardare la creazione di valore nel lungo periodo.
Dietro i numeri, la sostanza è un cambio di passo: piani industriali riallineati alle reali preferenze dei clienti e alle condizioni di mercato, problemi produttivi e di qualità affrontati, e un tentativo di colmare ritardi esecutivi che avevano iniziato a pesare. Il filo rosso, ribadito più volte, è sempre lo stesso: rimettere i bisogni concreti degli acquirenti al centro delle decisioni, archiviando approcci più autoreferenziali.
Dieci modelli e tutte le motorizzazioni
Non è un caso che, nel pieno di questo riassetto, il gruppo abbia lanciato nel 2025 dieci nuovi modelli, coprendo praticamente tutte le motorizzazioni disponibili: dall’endotermico all’elettrico, passando per mild hybrid, full hybrid, plug-in e range extender. Una strategia che Filosa sintetizza con un’espressione cara al gruppo: libertà di scelta. Tradotto, evitare scommesse unilaterali e presidiare tutte le opzioni mentre il mercato decide la direzione.
I primi segnali, secondo il ceo, si sono visti nella seconda metà dell’anno: ricavi e flussi di cassa industriali in recupero, ordini in crescita sia lato clienti sia lato rete vendita, e un miglioramento sensibile della qualità dei prodotti. Non ancora una svolta definitiva, ma abbastanza per rivendicare che la rotta è stata corretta.
Le attese per il 2026
Lo sguardo ora è puntato sul 2026, per il quale il gruppo conferma una previsione di miglioramento su tutti i principali indicatori: fatturato, margini e cassa. A sostenere queste aspettative ci sarebbero una posizione di liquidità solida e un modello operativo reso più robusto proprio dagli interventi degli ultimi mesi.
Il prossimo passaggio chiave è già cerchiato in rosso: l’Investor Day del 21 maggio, quando verrà svelata la fase successiva della strategia. Promessa: priorità definite, obiettivi realistici e una tabella di marcia tutta centrata sull’esecuzione, parola che nei corridoi del gruppo è tornata di moda dopo mesi in cui, più che progettare, si è dovuto rimettere ordine.
Filosa non nasconde che il lavoro da fare resta molto. Ma il messaggio agli azionisti è chiaro: la macchina si è rimessa in moto, con una miscela di urgenza, disciplina e responsabilità. E questa volta, assicurano dal vertice, senza più alibi.


