Illustri compianti

Dicono che…al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino si viva un clima da piena campagna elettorale. Eppure non ci sono elezioni all’orizzonte: il motivo del contendere sono gli illustri accademici defunti. La direzione del dipartimento, guidato da Valeria Marcenò, ha deciso di avviare un vero e proprio contest per l’intitolazione di tre aule, con un regolamento dettagliato riguardante la presentazione delle candidature.

Queste devono essere infatti proposte e firmate da almeno dieci persone tra studenti e personale docente, da qui si passa alla fase della sottoscrizione, dove ogni candidatura deve raggiungere almeno 45 firme (da raccogliere entro l’11 maggio) per poter essere messa ai voti per la scelta finale dei vincitori.

Da qui è partita una vera e propria campagna elettorale, con pacchetti di voti da smistare tramite un fremente scambio di mail e telefonate. A oggi risultano dieci le candidature pervenute, e riguardano tutte insigni giuristi del passato che devono essere deceduti da almeno due anni, da onorare attraverso l’intitolazione di un’aula.

Il processualista civile Alberto Ronco ha avanzato la candidatura di Sergio Chiarloni, decano della sua materia, mentre chi insegna procedura penale come le professoresse Barbara Lavarini, Serena Quattrocolo e Laura Scomparin, spinge per il “loro” Giovanni Conso. Sempre seguendo questa impostazione, l’amministrativista Sergio Foà propone Elio Casetta, il romanista Andrea Trisciuoglio candida Filippo Gallo e Mia Callegari Gastone Cottino, suo maestro e figura di rilievo internazionale nell’insegnamento del diritto commerciale. Candidata anche Bianca Guidetti Serra, proposto da Alessandra Quarta, docente di diritto privato, e il costituzionalista Giorgio Lombardi, sostenuto da Elisabetta Palici di Suni. L’avvocato e docente di storia del diritto Michele Rosboch punta anche lui sul suo maestro Gian Savino Pene Vidari e Domenico Di Micco su Rodolfo Sacco; mentre Eva Desana, con anche il sostegno degli studenti, avanza la candidatura di Lidia Poet, figura divenuta nazionalpopolare dopo la serie Netflix.

Dieci nomi per tre aule: una sfida agguerrita che apre le scommesse sui possibili vincitori, una sorta di borsino dei compianti.

 

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