POLITICA & SANITÀ

Infermieri, ultimatum alla Regione: "Risorse o veniamo al grattacielo"

Dopo la minaccia di sciopero l'assessore Riboldi ha convocato un incontro. I sindacati: "Se non arriveranno risposte certe porteremo i lavoratori al Lingotto". Bocciato anche l'osservatorio sulle assunzioni: "Così com'è non serve a nulla"

Di fronte alla minaccia di sciopero aveva convocato in fretta e furia l’incontro con i sindacati degli infermieri, ma ora l’assessore Federico Riboldi rischia di trovarseli, insieme ai lavoratori che rappresentano, sotto il grattacielo della Regione Piemonte.

L’ulteriore avvertimento che arriva da Cisl Fp, Nursind, Fials e Nursing Up non lascia spazio a interpretazioni: “Se dall’incontro di lunedì prossimo non arriveranno le risposte che attendiamo – dicono i sindacalisti – siamo pronti a portare i professionisti sanitari sotto il palazzo della Regione”.

Balletto di cifre

Sul tavolo, ancora una volta, la questione del personale e le differenti rappresentazioni che dividono il fronte sindacale dal vertice politico della sanità piemontese. “La Regione rivendica legittimamente le 2000 assunzioni dal giugno 2023 ad oggi, ma non fa i conti con l’analisi delle stesse e con le criticità che emergono per la tenuta del sistema”, sostengono i vertici piemontesi delle sigle di categoria. E mettono in fila una serie di dati: su 700 infermieri da assumere, ne mancano 383 e quelli entrati in servizio sono quasi tutti concentrati all’Asl Città di Torino e al Mauriziano, “artefici di processi di reinternalizzazione – osservano i sindacati – che, seppur rappresentino assunzioni, non hanno determinato un aumento di personale né diminuito il carico di lavoro”.

Più amministrativi che infermieri

Ben peggiore il quadro degli infermieri pediatrici, dove sulle previste 37 assunzioni ne sono state fatte appena 3. A fronte di questi numeri negativi, i sindacati evidenziano quelli positivi che riguardano però i medici (con 523 ingressi rispetto ai 420 prefissati come obiettivi), i 129 dirigenti sanitari a fronte dei 55 previsti e, ancora, i 25 dirigenti amministrativi, che quintuplicano l’obiettivo indicato. Un altro dato positivo riguarda gli operatori socio-sanitari – categoria rappresentata dagli stessi sindacati – per i quali le assunzioni previste erano 300 e sono arrivate a 500.

“Ci troviamo nella condizione in cui negli ultimi tre anni non ci sono state nuove risorse infermieristiche e negli ultimi quattro mesi il dato, come ampiamente previsto, ha iniziato la sua inesorabile discesa, con situazioni drammaticamente rilevanti”, denunciano le sigle sindacali. E aggiungono altri numeri: la variazione assoluta dal settembre 2025 al gennaio 2026 segna uno 0,46 negativo sull’organico complessivo degli infermieri e un meno 24% relativamente alle nuove assunzioni.

Rischio collasso

“Più medici, più dirigenti, più amministrativi e meno infermieri è la rappresentazione di uno sbilanciamento strutturale profondo. In un sistema complesso come quello ospedaliero o territoriale, senza il collante operativo dell’infermieristica – avvertono i sindacati – l'organizzazione rischia il collasso funzionale. La gestione clinica quotidiana, il monitoraggio esperto e l'integrazione delle cure diventano un pericoloso buco nero”.

Durissimo anche il giudizio sull’osservatorio sulle assunzioni che, “così come gestito dal presidente della Regione, non ha più senso se non è seguito da azioni, interventi e investimenti che rispondano alle evidenti criticità”. I rappresentanti di categoria dicono di aspettarsi dall’incontro di lunedì “la volontà di accogliere le nostre richieste”. In caso contrario, l’assessore se li ritroverà davanti al grattacielo.

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