CREMLINO SUL PO

Dalla Russia (con clamore) a Casale. Radicali: "Fermare l'evento filo-Putin"

Un documentario della propaganda russa in un locale affittato dal Comune. Il sindaco non revoca la sede, ma avvisa gli organizzatori: "Ogni violazione di legge sarà segnalata". Europa Radicale invoca il rispetto del divieto dell'UE ai prodotti di Russia Today

La propaganda filorussa sulla riva del Po rischia di diventare un caso – in verità già lo è – in Piemonte, con possibili rimbalzi legali e istituzionali oltre i confini regionali. La vicenda nasce dall’evento in programma per domani, sabato, a Casale Monferrato: la proiezione del documentario di RT, Russian Today“Donbass la guerra nascosta” e il dibattito con la partecipazione di Anna Soroka, della commissione per i diritti umani della Repubblica popolare di Lugansk, autoproclamatasi indipendente nel 2014 con il contestato referendum. Annunciato in videocollegamento anche un intervento di Vincenzo Lorusso, figura molto attiva in Italia sul fronte a sostegno del Cremlino. 

Tutto questo nella sede dell’auditorium di Santa Chiara di proprietà del Comune che lo concede, in affitto, a chi ne faccia richiesta per eventi di vario genere. Quello di domani, tuttavia, è ben diverso da tutti gli altri e lo rimarcano con decisione gli esponenti di Europa RadicaleLaura Botti e Giulio Manfredi che in una nota hanno richiesto l’intervento urgente del prefetto, del questore e dello stesso sindaco di Casale Monferrato “non per impedire il dibattito, ma per notificare il divieto di proiezione del documentario, così da evitare l’ennesima violazione del diritto europeo del nostro Paese”. 

Il veto di Bruxelles

Gli esponenti radicali ricordano, infatti, come “il regolamento dell’Unione Europea 2022/350 vieta la diffusione sul territorio europeo dei prodotti di RT, in quanto ripropongono fedelmente la propaganda del Cremlino mirata a guadagnare il consenso delle opinioni pubbliche occidentali a sostegno dell’invasione russa dell’Ucraina”.

I radicali indicano come se la regia è di Mosca, “il braccio operativo è Vincenzo Lorusso, diventato ufficialmente un dipendente di Russian Today e che quindi – sostengono Botti e Manfredi – lavora direttamente per l’apparato della propaganda di guerra della Federazione Russa”.  Quanto all’altra relatrice dell’evento a Casale Monferrato, “Anna Soroka è persona sottoposta a sanzioni da parte dell’Unione Europea dal febbraio 2025”. 

Capra e cavoli (amari)

Insomma, quanto basta per fare di un appuntamento di cui nella città in provincia di Alessandria sarebbe sfuggito ai più, ma capillarmente veicolato sui canali Telegram utilizzati dalla propaganda putiniana, una gatta da pelare. Il sindaco Emanuele Capra, della Lega , aveva ricevuto una richiesta per un dibattito e solo dopo ha scoperto che ci sarebbe stato pure il contestato documentario sottoposto al divieto di Bruxelles, peraltro fino ad ora poco o per nulla osservato in Italia. 

“Ho subito inviato una pec a chi ha presentato la richiesta per i locali, la cui concessione non comporta nessun sostegno, patrocinio o condivisione dell’amministrazione comunale – spiega Capra allo Spiffero – dove richiamo il rispetto di ogni principio di legge nazionale e internazionale, con l’avvertimento che ogni condotta in violazione verrà segnalata alle autorità competenti”. 

Il precedente emiliano

Nessuna revoca della concessione dei locali, dunque, ma un chiaro avviso al rispetto delle regole. Caso chiuso? Difficile dirlo. Già lo scorso anno qualcosa di simile era accaduto in Emilia-Romagna, dove un altro documentario di RT sempre promosso da Lorusso – che possiede una regolare tessera stampa rilasciata da International Reporters, agenzia di stampa russa registrata – era stato annunciato al cinema Eden di Puianello con il sostegno dell’associazione culturale Russia-Emilia-Romagna. Non se ne fece nulla dopo che la cooperativa che gestisce la sala, appreso il tipo di documentario aveva revocato la concessione. In molti altre circostanze, invece, le proiezioni ci sono state facendo contare ai radicali “quasi 200 eventi filoputiniani nel nostro Paese”. Da domani, uno in più.

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