SANITÀ

Più medici, indietro sugli infermieri. In Piemonte la questione è personale

Il piano straordinario della Regione supera l'obiettivo per i camici bianchi, ma resta al palo per gli infermieri. Nell'attesa delle "legioni straniere" dall'estero non è ancora arrivato nessuno. Differenze tra le varie Asl sulle assunzioni. Tutte le TABELLE DELLE AZIENDE

Più medici, meno infermieri. Se per i primi il Piemonte non solo ha raggiunto, ma ha già ampiamente superato l’obiettivo prefissato, arrivando a incrementare l’organico di 630 professionisti rispetto al 2023 e oltrepassando i previsti 420, diametralmente opposto è il quadro per l’altra figura cruciale del sistema sanitario. Fissato il traguardo a 692 infermieri in più nel triennio, questo è rimasto ben lontano dal raggiungimento, visto che l’aumento si è fermato a 393.

Dall'Albania all'Uzbekistan

Mentre ancora non si è visto un solo infermiere arrivare dall’estero e le missioni – prima in Albania, poi in Uzbekistan e in futuro chissà dove – proiettano in un orizzonte tutt’altro che vicino gli agognati rinforzi di una sorta di legione straniera, i numeri elencati dall’Osservatorio sul personale della sanità piemontese raccontano di alcuni passi avanti, ma anche di una situazione ancora critica sotto molteplici aspetti. Emergono, inoltre, accentuate difficoltà in alcune Asl, che alimentano legittimi interrogativi sui modi e sui tempi con cui si affrontano emergenze divenute, in molti casi, ormai croniche, come appunto quella della carenza di alcune figure professionali.

Lo sottolinea, tra gli altri, l’Anaao-Assomed, tra le principali sigle di rappresentanza dei medici ospedalieri, quando ricorda come “nell’Asl di Alessandria e in quella del Verbano-Cusio-Ossola si registrano ancora dati negativi, con la carenza rispettivamente di 7 e 2 unità nelle assunzioni oltre la copertura del turnover”.

Leggi qui il Piano straordinario della Regione Piemonte

Gravi carenze

E questo in un quadro complessivo da cui, come osserva ancora il sindacato, “emergono dati positivi, che rappresentano una buona notizia. Tuttavia – avverte la sigla di categoria – siamo solo all’inizio di un percorso. I numeri sono incoraggianti ma non sufficienti. Se da un lato è stato raggiunto e superato il target che l’Osservatorio si era dato tre anni fa sulle assunzioni di medici e dirigenti sanitari, dall’altro persistono gravi carenze in alcune specialità fondamentali come emergenza-urgenza, neurologia e psichiatria”.

Cifre, quelle contenute nell’ultimo rapporto dell’organismo regionale, che riguardano naturalmente anche l’aspetto economico del sistema. Basti ricordare che le esternalizzazioni, ovvero il ricorso all’acquisto di prestazioni professionali – come quelle dei cosiddetti gettonisti e altre ancora – costavano nel 2022 qualcosa come 136 milioni di euro, con una riduzione, nel biennio successivo, di circa 27 milioni. Anche in questo caso, come appare evidente dalle tabelle, le differenze tra le varie aziende non sono poche.

Leggi qui il Report sul personale Ssr

Bisogni di salute

E questo, come ricorda il sindacato, “mentre i bisogni di salute sono in costante aumento, sia per l’invecchiamento della popolazione sia per un progressivo incremento della domanda di prestazioni sanitarie. Ragione per cui – ribadisce Anaao-Assomed – chiediamo che si prosegua con decisione nelle assunzioni, soprattutto nelle aree geografiche e nelle specialità più carenti. Allo stesso tempo è necessario lavorare insieme per individuare strategie concrete che riducano il carico burocratico e rendano il lavoro più attrattivo, in particolare nelle zone più disagiate”.

Campanelli d'allarme

Temi e questioni tutt’altro che nuovi, rispetto ai quali i numeri, pur in crescita, relativi al personale finiscono spesso per apparire ancora lontani dalla realtà vissuta quotidianamente dai pazienti: fatta di tempi di attesa ancora troppo lunghi, di un ricorso alle prestazioni a pagamento in costante ed elevato aumento e di ulteriori segnali di allarme, come il mancato equilibrio tra intramoenia e attività istituzionale, che ancora troppo spesso restano inascoltati, sottovalutati o – peggio – in qualche caso si cerca addirittura di negare.

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