Parco Salute Torino, punti da definire secondo Ordine medici 

"Un buon progetto dal punto di vista strutturale (un aspetto sul quale peraltro non abbiamo una competenza specifica), che a nostro giudizio dovrebbe essere invece ulteriormente discusso e approfondito dal punto di vista clinico, a partire dal ruolo del nuovo polo sanitario all'interno della rete sanitaria torinese, ancora tutta da definire". Così l'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Torino in una nota, nella quale riferisce le osservazioni inviate alla Conferenza dei servizi sul progetto del futuro Parco della salute. Riguardo al dimensionamento dei posti letto e assetto delle specialità internistiche, "il progetto determina una significativa riduzione della capacità complessiva di ricovero in ambito medico" e "non emergono dati relativi ai volumi di attività attesi, ai fabbisogni di personale e alla reale capacità del sistema di assorbire la domanda assistenziale e di ricovero tramite il Pronto Soccorso". Considerando il "previsto il riassorbimento delle attività del Cto all'interno del nuovo complesso ospedaliero" e il contemporaneo possibile mantenimento della stessa struttura "come presidio autonomo di tipo hub", il rischio è "la coesistenza di due poli con accesso in emergenza comporta una duplicazione dei servizi, particolarmente critico per quel che riguarda le patologie tempo-dipendenti, e una moltiplicazione dei relativi costi". Per il Sant'Anna e il Regina Margherita, l'ordine professionale segnala una riduzione della dotazione di posti letto. Passando a una "analisi epidemiologica e di rete e sulla didattica", il progetto "appare privo di un adeguato inquadramento nel contesto epidemiologico e nella rete dei servizi, condizione indispensabile per una pianificazione sanitaria efficace e coerente".

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