Medici di base Piemonte, a rischio quanto fatto per Case comunità

"Resto sgomento di fronte all'intempestività di una proposta che destabilizza l'intera categoria in un momento in cui, attraverso la positiva interlocuzione con la Regione Piemonte e con le Asl, abbiamo avviato una proficua fase progettuale che con l'utilizzo prioritario delle ore a disposizione consentirà nei prossimi giorni di dare rapidamente avvio e stabilità a tutte le 91 Case della comunità della nostra Regione entro i termini consentiti". Così Roberto Venesia, segretario regionale di Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) Piemonte in merito al decreto sulla riforma della medicina territoriale presentato dal ministro della Salute, Orazio Schillaci. "L'incertezza e la confusione - prosegue - ingenerata dalla proposta del ministro rischia invece di allontanare i giovani e di vanificare tutti gli sforzi attraverso il ritiro da parte dei medici della disponibilità data. Auspico invece che si dia il prima possibile avvio a una fase 'coraggiosa' di rinnovo dell'Accordo collettivo nazionale della medicina generale con l'obiettivo di dare maggiore attrattività alla medicina generale e stabilizzare le attività previste nelle Case della comunità". Per Venesia "giunge come un fulmine a ciel sereno la proposta di 'dipendenza selettiva' presentata dal ministro Orazio Schillaci alle Regioni, una improvvisa accelerazione verso un cambiamento che ha tutto l'aspetto di una destrutturazione della sanità territoriale". Si tratta, aggiunge, di "un provvedimento mai discusso con le categorie rappresentative". Inoltre "c'è rischio concreto di smantellamento dell'assistenza territoriale".

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