Sanità, manovra accelerata sui conti. Quei 203 milioni per sfangare il 2025
Stefano Rizzi 07:00 Giovedì 30 Aprile 2026Richiamato in aula il testo: voto entro giovedì. I termini del Mef. La versione edulcorata di Riboldi e la realtà del rosso nel bilancio. Ravinale (Avs): "La giunta non vuole parlare dei conti". Valle (Pd): "L'elefante nella stanza è l'enorme deficit del 2026"
“L'integrazione delle risorse avviene con una manovra separata perché siamo stati virtuosi e abbiamo approvato il bilancio a fine anno, come ci ha chiesto la Corte dei conti. Così interveniamo sulla sanità adesso, alla luce dei dati consolidati”.
Così – con una personale interpretazione del fare di necessità virtù – qualche mese fa l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, aveva spiegato “la scelta della giunta Cirio di integrare ogni anno le risorse del fondo sanitario con fondi propri, dettata dalla volontà di estendere l'offerta di servizi oltre a quelli che sarebbero coperti solo con le risorse del fondo nazionale”.
La versione meno edulcorata racconta invece come quei 203 milioni, raggranellati con manovre e pescando da altri capitoli del bilancio regionale, fossero indispensabili per far quadrare i conti della sanità piemontese, cancellando il rosso emerso dai consuntivi delle Asl per il 2025.
Scelta obbligata
La prossima settimana, con l’approvazione in Consiglio regionale del disegno di legge 132/2026, denominato “Interventi urgenti in materia sanitaria”, dovrebbe concludersi l’iter per la chiusura del disavanzo finanziario, che ammontava appunto a 203 milioni.
Tutto come previsto, anche se la tabella di marcia ha subito un’improvvisa accelerazione. E quella di premere sul pedale non è stata un’altra “scelta”, bensì l’effetto di un termine che dal Mef avrebbero fatto chiaramente intendere non sarebbe stato possibile superare. Tant’è che la decisione di richiamare in fretta e furia il testo in aula e fissarne l’approvazione entro giovedì è arrivata come un fulmine a ciel sereno. “Prendiamo atto che di conti della sanità la Giunta non vuole o non sa proprio parlarne”, attacca Alice Ravinale, capogruppo di Avs.
Silenzio della giunta
“Dopo la discussione farsa sul bilancio, viziata proprio dalla mancanza di conoscenza e approfondimento sulla parte sanitaria, che cuba oltre il 70% del bilancio regionale, ora la variazione di bilancio sulla sanità è stata liquidata con una sola seduta di commissione, quella del 5 marzo”, spiega l’esponente rossoverde.
“In quella sede – ricorda Ravinale – avevamo chiesto delucidazioni sui passivi delle Asl, su come incide – e come verrà coperto – il rosso monstre della Città della Salute, di aggiornarci sulle trattative con il Mef sul riparto del fondo nazionale, in corso in quei giorni, e sulla fonte dei 96 milioni indicati come restituzione da altre amministrazioni pubbliche, voce più peculiare della variazione in oggetto”. Sull’esito di quelle richieste, la consigliera è lapidaria: “È calato il silenzio, fino al richiamo in aula”.
Raschiato il barile
Non meno severo il giudizio che, sempre dai banchi dell’opposizione, esprime il Pd con Daniele Valle: “La copertura poggia su quattro gambe, nessuna delle quali è però strutturale. Circa 12 milioni arrivano da extragettito Irpef, proprio in un anno in cui la Giunta ha ritoccato al rialzo alcune aliquote; quasi 97 milioni da generici rientri da amministrazioni pubbliche, voce su cui Riboldi ha assicurato spiegazioni e che non sappiamo se si ripeterà”.
Per quanto riguarda il resto della somma necessaria a coprire il buco del 2025, “altri 76 milioni vengono dalla sospensione delle quote capitale dei mutui, uno strumento consentito dalla legge di bilancio statale ma che – osserva il consigliere dem – sposta semplicemente il problema agli esercizi futuri. I restanti 18 milioni derivano da tagli ad altri capitoli. In sostanza, quasi metà della copertura è opaca o temporanea”. Tutto questo porta Valle a concludere che l’intervento finanziario “non è la chiusura di un problema, ma solo il rinvio di una parte di esso”.
Una fotografia impietosa, ben diversa dall’immagine decisamente positiva che l’assessore aveva cercato di offrire, spiegando che quegli oltre 200 milioni “prelevati” anche da altre destinazioni del bilancio regionale fossero, in fondo, null’altro che una “scelta di responsabilità” e non un’inderogabile necessità di fronte al pesante rosso della sanità relativo all’anno passato.
Gli 879 milioni di rosso
Guardando al futuro, e più precisamente a quanto accadrà alla fine dell’anno in corso quando si tireranno le somme, Valle vede “l’elefante nella stanza”, aumentando la stazza rispetto alla bersaniana “mucca nel corridoio”. Il barrito che coprirà le narrazioni rassicuranti, per il consigliere dem, arriverà con i numeri del 2026, drammaticamente anticipati nel preventivo: 879 milioni di rosso.
“A fronte di uno sbilancio quasi doppio rispetto alla soglia oltre la quale scatterebbe il commissariamento da parte del Mef, sono questi gli strumenti con cui si pensa di metterlo al sicuro anche per il 2026? L’unico disegno chiaro – a detta del consigliere dem – pare essere, anche in questo caso, passare il cerino al prossimo governo regionale. A noi non resta che unirci alla speranza del governatore Alberto Cirio che questo possa avvenire il prima possibile”.


