Torino-Lione, avanti tutta:
via libera a 1,42 miliardi
21:07 Mercoledì 29 Aprile 2026
La Tav avanza tra nuovi finanziamenti e cronoprogramma aggiornato. Il Cipess, presieduto dal ministro Giorgetti, autorizza nuove risorse per i cantieri. Fissato a 14,7 miliardi il costo finale dell’opera. Già scavati 47 chilometri di gallerie sui 163 previsti
Le grandi opere tornano al centro dell’agenda di governo, con un’accelerazione che mette insieme risorse, cantieri e scadenze. A Palazzo Chigi, il via libera del Cipess segna un passaggio decisivo per la Torino-Lione. Una riunione, quella odierna del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, presieduto dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, con accanto il sottosegretario Alessandro Morelli, in cui è stata autorizzato l’utilizzo di circa 1,42 miliardi di euro, di cui 428 milioni provenienti da fondi europei, per la sezione transfrontaliera dell’opera. Un’iniezione di risorse per i cantieri, che possono così proseguire senza rallentamenti.
Il Comitato ha anche previsto la riaggregazione dei lotti costruttivi e ha fissato un nuovo limite di spesa dell’opera a circa 14,7 miliardi di euro. Contestualmente è stato approvato il cronoprogramma aggiornato: l’obiettivo resta quello di portare la linea all’entrata in esercizio commerciale entro il 31 dicembre 2033.
Numeri che raccontano un’opera ancora in salita ma ormai ben avviata. Sul fronte operativo, infatti, i lavori della sezione transfrontaliera proseguono: sono già stati scavati 47 chilometri sui 163 complessivi di gallerie previste.
Il Comitato ha anche approvato l’utilizzo di economie nell’ambito delle opere compensative della Tav per completare il finanziamento del Teatro Civico di Susa. L’intervento raggiunge così un valore complessivo di circa 4 milioni di euro. Un segnale politico oltre che finanziario: mentre i cantieri avanzano sotto le montagne, si vuole investire anche in superficie, per un territorio che da anni vive la partita della Torino-Lione tra promesse, tensioni e attese.
Il pacchetto approvato oggi racconta una linea chiara: accelerare sulle infrastrutture strategiche e mettere ordine nei conti. Con una regia politica che punta a evitare nuovi stop e a blindare il cronoprogramma. La Torino-Lione resta il banco di prova più delicato. E anche il più simbolico. Perché dietro quei 14,7 miliardi e quei 163 chilometri di gallerie non c’è solo un’opera ferroviaria, ma un pezzo di politica industriale, di rapporti con l’Europa e di equilibrio – sempre precario – tra Roma e i territori.


