Tagli "mascherati" per tamponare il buco della sanità. E la Corte dei Conti lancia l'allarme
Davide Depascale 17:59 Mercoledì 06 Maggio 2026La Giunta Cirio difende la variazione di bilancio per coprire il disavanzo da 209 milioni: "Risorse solo anticipate". Le opposizioni insorgono: "Si sposta il problema senza risolverlo". Per i giudici contabili "situazione complessivamente critica"
La Giunta Cirio prova a far quadrare i conti della sanità, ma dietro i proclami sul “modello Piemonte” le cifre sembrano tutt’altro che rassicuranti. In Consiglio regionale continua la discussione sulla variazione di bilancio da 209 milioni di euro destinata a coprire il disavanzo delle aziende sanitarie, proprio mentre dalla Corte dei Conti arriva un monito severo: i conti delle Asl sono in perdita e continuano a peggiorare.
Commissione straordinaria
La seduta odierna a Palazzo Lascaris è stata preceduta, in mattinata, da un’audizione lampo degli assessori in Commissione Bilancio, chiamati a spiegare le coperture e le varie voci di spesa della manovra in discussione.
Insieme agli assessori chiave – il “sindaco della Sanità” Federico Riboldi e l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano, erano presenti il vicepresidente Maurizio Marrone, titolare delle deleghe al Lavoro e al Welfare, l’assessore ai Rapporti con il Consiglio Gian Luca Vignale e il responsabile dell’Autonomia Enrico Bussalino. Assente giustificato l’assessore ai Trasporti Marco Gabusi, che ha risposto inviando una relazione scritta.
“Nessun taglio, solo anticipazioni”
La linea della giunta guidata da Alberto Cirio e della maggioranza di centrodestra che la sostiene è netta: la manovra non comporta tagli, ma una rimodulazione temporanea delle risorse. Secondo Tronzano si tratta di “un’operazione puramente contabile”, basata sull’anticipazione di fondi da capitoli che non prevedono spese nel primo semestre e che verranno reintegrati con l’assestamento di luglio.
Nel dettaglio, la copertura dei 209 milioni deriva da risparmi sugli interessi dei mutui, rimborsi da enti pubblici e soprattutto dallo spostamento temporaneo di risorse da settori come trasporti, diritto allo studio e politiche sociali. Una scelta che, assicurano dalla Giunta, non avrà effetti sui servizi.
Riboldi rivendica l’impostazione politica e non fa un plissè a fronte delle criticità emerse: l’aumento della spesa sanitaria sarebbe legato a fattori strutturali – dai costi energetici ai farmaci innovativi, fino alle assunzioni – e a una precisa volontà di rafforzare il sistema. “Abbiamo scelto di continuare a investire nella sanità pubblica”, sostiene.
“Conti fuori controllo”
Di tutt’altro avviso le opposizioni, che parlano apertamente di “tagli mascherati”. La capogruppo del Partito Democratico Gianna Pentenero denuncia una manovra poco trasparente e modificata all’ultimo momento: “Dentro ci sono tagli che la maggioranza chiama prestiti tra direzioni”.
Il vicepresidente della Commissione Sanità, il dem Daniele Valle, nel suo intervento mette in fila i numeri: il deficit sanitario è salito a 209 milioni nel 2025, circa 50 milioni in più rispetto al 2023, con un aumento del 25% in due anni. “Una spesa fuori controllo senza miglioramenti nei servizi”, accusa, citando liste d’attesa in crescita, pronto soccorso congestionati e personale sotto pressione.
Nel mirino anche gli strumenti utilizzati per coprire il buco: il rinvio delle rate dei mutui, che “sposta il problema nel tempo”, e l’utilizzo di risorse da altri capitoli di spesa. “È solo il primo tempo, la partita si giocherà con l’assestamento”, avverte il Pd.
Altrettanto scettica Sarah Disabato, capogruppo del Movimento 5 Stelle: “La sanità non si governa con le promesse”. Critiche anche da Alice Ravinale di Alleanza Verdi-Sinistra, che parla di “cambiale in bianco”, e da Vittoria Nallo di Stati Uniti d’Europa, secondo cui la manovra “sottrae risorse a trasporti, studenti e welfare”.
Il monito della Corte dei Conti
Su questo dibattito politico piuttosto acceso interviene a gamba tesa il giudizio della Corte dei Conti, che nella sua ultima analisi sui bilanci delle aziende sanitarie piemontesi, risultata nell’adunanza pubblica della Sezione regionale di controllo svoltasi oggi, fotografa una situazione che viene definita “complessivamente critica”.
Nel 2023 e nel 2024 tutte le Asl hanno chiuso in perdita, con risultati in peggioramento nel secondo anno. I ricavi ordinari non bastano a coprire i costi, segnalando – sottolineano i magistrati contabili – una criticità strutturale del sistema. Problemi anche sul fronte della programmazione, con bilanci approvati in ritardo, e sulla spesa farmaceutica, che continua a superare i tetti previsti.
Non solo: resta aperta la questione dei crediti tra Regione e aziende sanitarie, spesso datati e non sempre riconciliati nei rispettivi bilanci.
I nodi vengono al pettine
Il confronto politico è destinato a proseguire nelle prossime settimane, con un altro appuntamento nel mirino: l’assestamento di bilancio, atteso entro luglio. Sarà quello il momento in cui si verificherà se le risorse “anticipate” torneranno effettivamente nei capitoli originari, come garantito nelle ultime ore dalla Giunta.
Intanto, tra accuse di tagli mascherati e difese d’ufficio della manovra, resta un dato inconfutabile: il sistema sanitario piemontese continua a mostrare segnali di sofferenza, al netto dell’ostentata sicurezza mostrata dagli assessori regionali.


