POLITICA & SANITÀ

Città della Salute, ok ai conti. Sottile ha firmato il bilancio

Dopo mesi di attesa arriva il placet della Regione sul consuntivo 2024. Cruciale la modifica richiesta dal grattacielo alle definizione dei 7,3 milioni del Fondo Balduzzi. Prima cancellati ora sono un debito verso le casse regionali. L'atto approvato in giunta

La tanto attesa firma sul bilancio 2024 della Città della Salute di Torino è arrivata. Il direttore regionale della Sanità, Antonino Sottile, poche ore fa ha compiuto l’atto atteso da mesi e che, nel frattempo, aveva alimentato polemiche e tensioni. Un passaggio rimasto congelato fino alla modifica della definizione contabile dei 7,3 milioni di euro del Fondo Balduzzi, inizialmente “cancellati” dal vertice dell’azienda di corso Bramante.

A un mese dall’accoglimento delle indicazioni fornite dallo stesso Sottile – in base alle quali si è tornati indietro sulla cancellazione del fondo relativo all’intramoenia, mai riscosso nel periodo 2013-2023 – la vicenda sembra avviarsi verso una definizione. Quelle somme sono state sostanzialmente riclassificate come un debito della Città della Salute nei confronti della Regione.

Come avevamo riferito alcune settimane fa, quei mancati introiti erano stati “coperti” con fondi regionali e proprio per questa ragione, secondo la direzione regionale, devono essere considerati un credito vantato dalla Regione nei confronti dell’azienda guidata da Livio Tranchida, pur senza reclamarne concretamente l’incasso. E non è un dettaglio da poco: nella nuova versione del bilancio i 7,3 milioni – svalutati a poco più di 5 – vengono iscritti a debito, ma senza che la Regione ne chieda il pagamento immediato.

Processo e inchiesta

Una scelta che sarebbe riconducibile anche all’attesa dell’esito del processo in corso proprio sui vecchi bilanci della Città della Salute, la cui prossima udienza è fissata per il 29 maggio. La cautela sarebbe inoltre motivata dall’altra inchiesta ancora aperta sul bilancio 2024, nell’ambito della quale i pubblici ministeri Giulia Rizzo e Mario Bendoni avevano ascoltato il commercialista Davide Di Russo, cui Tranchida aveva chiesto un parere sui 7,3 milioni poi cancellati. Lo stesso Di Russo avrebbe successivamente fornito un secondo parere dopo le richieste avanzate dalla Regione.

Senza modificare il disavanzo di 51 milioni con cui le Molinette hanno chiuso i conti del 2024, la nuova definizione del Fondo Balduzzi consente però, nei fatti, di superare l’ostacolo che bloccava il consolidato della sanità piemontese per lo stesso anno. La firma di Sottile e il passaggio del bilancio nella giunta regionale convocata oggi sbloccano dunque una partita rimasta sospesa per mesi.

Una firma attesa a lungo, quella dell’attuale direttore regionale, ma non la sola. Prima di lui era stato l’allora commissario della Città della Salute, Thomas Schael, a rinviare la propria sottoscrizione sui conti 2024 di corso Bramante, subordinandola alla piena conoscenza di ciò che avrebbe potuto emergere dagli esercizi passati.

Penna “fortunata”

Archiviata l’era Schael, Tranchida non aveva atteso molto per chiudere i conti e firmarli con la “penna fortunata” dell’assessore Federico Riboldi, il tutto a favor di telecamere. Ma, a dispetto dei presunti “poteri” di quella penna, negli uffici della sanità piemontese qualcosa continuava a non tornare sulla cancellazione dei 7,3 milioni. Sono così scattate ulteriori verifiche, con inevitabile allungamento dei tempi, fino alla modifica di quella voce di bilancio che rappresentava il principale ostacolo al placet di Sottile.

Quest’ultimo non ha mai nascosto la necessità di attendere anche l’esito del lavoro degli advisor chiamati a passare al setaccio i conti del decennio finito sotto inchiesta e al centro del processo che vede imputati 16 tra ex direttori e dirigenti di corso Bramante. L’ipotesi di attendere il responso dei consulenti era rimasta sul tavolo, ma evidentemente si è ritenuto sufficiente sciogliere il nodo del Fondo Balduzzi per chiudere almeno la partita del bilancio 2024.

Altre “sorprese”

Nel caso, tutt’altro che improbabile, in cui dagli advisor emergessero ulteriori situazioni o numeri ereditati dal passato da sistemare, tutto finirà – come prescrive la legge – nel primo bilancio utile, ovvero quello dell’anno in corso.

E se il consuntivo 2025 della Città della Salute rischia già di essere ben più pesante rispetto a quello dell’anno precedente, non è affatto azzardato temere che dal passato possa riaffiorare qualche altro fardello nascosto destinato a gravare sui conti di quest’anno.