Smantellata rete dello spaccio nel Vco, cinque arresti
12:12 Giovedì 21 Maggio 2026
Cinque persone ritenute membri di un gruppo criminale dedito allo spaccio di droga nel Verbano-Cusio-Ossola sono state arrestate dai carabinieri in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Verbania al termine di un'indagine, rinominata 'Nuova Domus', durata un anno e mezzo. Quattro persone sono in carcere, una ai domiciliari: sono accusati, a vario titolo, di spaccio di stupefacenti, estorsione, detenzione di armi e furto. Al vertice del gruppo, che gli inquirenti definiscono "resiliente" e capace di rigenerarsi dopo ogni colpo inferto dalle forze dell'ordine, c'è un 25enne residente a Domodossola. Era lui, secondo i carabinieri del comando provinciale di Verbania che hanno condotto le indagini coordinate dal pm Gianluca Periani, il dominus dell'organizzazione: gestiva il traffico della droga senza mai entrare a contatto con lo stupefacente, di cui si occupavano invece 'magazzinieri' e corrieri. Della struttura faceva parte anche un cassiere, incaricato del riciclaggio e della custodia dei capitali illeciti. Il gruppo, spiegano gli inquirenti, imponeva il potere in provincia con pizzini, armi da guerra e spedizioni punitive. Complessivamente sono indagate 20 persone, di cui tre arrestate in flagranza e 17 (driver incaricati delle consegne a domicilio della droga) denunciate a piede libero. L'indagine ha portato al sequestro di oltre 4,2 chili di hashish, 60 grammi di marijuana, 9 pastiglie di ecstasy e 27 sigarette elettroniche con thc al 90%, oltre che di 14 mila euro in contanti. L'indagine era partita nel dicembre del 2024, all'indomani del sequestro di circa 4 chili di hashish a Ornavasso. Il gruppo criminale applicava nei confronti dei sodali una rigida disciplina interna e arrivava a perpetrare ritorsioni nei confronti degli stessi membri dell'organizzazione: un corriere ritenuto un collaboratore delle forze dell'ordine, che era stato fermato e trovato con due chili di droga e seimila euro in contanti, era stato aggredito dai membri del gruppo e costretto a versare 1500 euro al mese al gruppo come indennizzo per i mancati guadagni. Nell'indagine è emersa anche la disponibilità di armi da fuoco clandestine, al momento non rinvenute, utilizzate dal gruppo per affermare il controllo sul territorio, intimidire i gruppi rivali e proteggere la redditizia attività di traffico e spaccio di stupefacenti. Nei prossimi giorni il gip procederà agli interrogatori preventivi per altri 12 indagati, la cui posizione è al vaglio per l'emissione di ulteriori misure cautelari.



