OPERE & OMISSIONI

Terzo Valico, slitta il traguardo. Novi beffata sulla tangenziale

Sempre più scarse le possibilità di terminare la ferrovia entro l'anno prossimo. Il cronoprogramma già aggiornato al 2028. Lungimirante prudenza del commissario Mauceri. Mancano 8 milioni per l'opera stradale nella città attraversata dalla linea. E nessuno li scuce

Esattamente vent’anni dopo l’approvazione del progetto definitivo di un’opera i cui primi passi risalgono al 1992, per il Terzo Valico si prospetta un ulteriore slittamento della fine dei lavori.

Nel cronoprogramma il 2027 sarebbe già stato aggiornato al 2028, spingendo ancora più avanti un traguardo che, in origine, avrebbe dovuto essere raggiunto nell’anno in corso. L’allungamento dei tempi, pur rappresentando un problema serio considerando la rapidità con cui evolve la logistica e alla luce di uno scenario geopolitico mai così segnato da incertezze e sconvolgimenti, non arriva certo come un fulmine a ciel sereno.

Da Genova a Rotterdam

Già lo scorso marzo Calogero Mauceri, commissario straordinario per la grande opera ferroviaria – parte integrante del corridoio Reno-Alpi destinato a collegare i porti italiani con il Nord Europa e, in particolare, lo scalo genovese con Rotterdam – aveva usato molta cautela, spiegando che “la tempistica attuale indica il 2027 come data di completamento dell’opera, ma restiamo prudenti”. Prudenza che oggi, alla luce delle notizie sul probabile slittamento, troverebbe più di una ragione.

Chi si attendeva la conferma del traguardo per l’anno prossimo è rimasto deluso anche durante il recente evento organizzato in occasione dell’abbattimento dell’ultimo diaframma di roccia nel tracciato del secondo binario in direzione Nord, nella tratta piemontese Castagnola-Val Lemme, al confine con la Liguria.

Lavori complessi

Poco meno di tre chilometri di galleria che, però, sono stati segnati da condizioni geofisiche molto complicate, tali da provocare rallentamenti e blocchi non trascurabili sulla tabella di marcia: presenza di gas pericolosi, necessità di interventi particolarmente complessi anche a garanzia della sicurezza dei lavoratori e molte altre criticità hanno reso questa tratta una delle più difficili dell’intera opera.

Salutando l’abbattimento dell’ultimo pezzo di roccia, il commissario ha spiegato che “l’obiettivo primario è completare lo scavo della galleria per programmare le fasi successive”. E saranno proprio i tempi di queste, così come quelli delle altre fasi dei lavori lungo l’intero percorso, a dire se il traguardo potrà essere tagliato con un’improbabile volata entro la fine del prossimo anno oppure se, come appare assai più probabile, bisognerà attendere il 2028. Senza escludere che anche quest’ultima scadenza possa alla fine rivelarsi irraggiungibile.

Lo smacco di Novi

L’ottimismo non arriva neppure dal ritmo con cui procedono i lavori nella tratta tra Tortona e Novi Ligure, dove nell’arco di un anno l’avanzamento è stato appena del 5%, nonostante non presenti difficoltà paragonabili a quelle incontrate nella realizzazione delle gallerie. Ed è proprio a Novi Ligure che si è consumata quella che, agli occhi di molti, appare come una vera beffa.

Tra le opere collaterali necessarie per mitigare l’impatto del tracciato c’è, o meglio ci sarebbe, anche la tangenziale, il cui costo iniziale era stato valutato in 19 milioni di euro, somma effettivamente stanziata a favore del Comune, ma rivelatasi ben presto del tutto insufficiente.

Traguardo più lontano

L’aumento dei costi ha fatto lievitare la spesa prevista fino a 27 milioni di euro. “E noi quegli 8 milioni in più non possiamo certamente trovarli nelle nostre casse”, spiega il sindaco Rocchino Muliere, che fino a oggi ha bussato a tutte le porte – da Rfi al commissario, dal Governo ai parlamentari, chiedendo interventi anche attraverso emendamenti – senza ottenere risultati.

La beffa appare ancora più bruciante se si pensa che, come ricorda lo stesso sindaco, “grazie alla modifica del tracciato ferroviario richiesta dal Comune, sui costi dell’opera Rfi ha risparmiato alcune centinaia di milioni”. Ma non si trovano 8 milioni per consentire la costruzione della tangenziale che, con ogni probabilità, resterà nel libro dei sogni anche quando finalmente – dopo la conclusione dei lavori e il successivo collaudo della ferrovia ad alta capacità, che richiederà non meno di un anno – da Novi Ligure inizieranno a passare i primi treni merci.

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