Centrodestra tra veleni e tradimenti a Valenza litiga pure sul ballottaggio
Stefano Rizzi 16:42 Giovedì 28 Maggio 2026La batosta dà la stura a recriminazioni e tensioni. La candidata sconfitta rivendica un ottimo rapporto con la papabile sindaca del Pd. Riboldi (FdI) contrario ad apparentamenti (ma guarda al civico Ballerini). Molinari se la prende con fuoco amico e fraterno
Cornuti e mazziati, ma tutto in famiglia. Lo psicodramma del centrodestra dopo la batosta rimediata a Valenza assume sempre più i tratti della commedia all’italiana, perfettamente ambientata nella sua cornice di provincia. Lui che sta con lei ma pensa all’altra, mentre l’altro ammicca a lei e quell’altro ancora dice una cosa e ne fa un’altra. Basta sostituire i partiti ai protagonisti – che pure, anche qui, non mancano – e la sarabanda di tradimenti, sospetti e ripicche è servita.
E se già negli ultimi scampoli di campagna elettorale i sentori di qualche temuto sgambetto avevano fatto scattare l’allarme e mandato su tutte le furie la candidata della coalizione, Alessia Zaio, che non aveva risparmiato lamentele e accuse in alcuni messaggi ben indirizzati, il peggio doveva ancora venire.
La cocente esclusione dal ballottaggio è un rospo difficile da ingoiare per il centrodestra, che aveva mobilitato i suoi massimi vertici per la competizione nella città dell’oro. Così come pare che da quelle parti si navighi ancora in alto mare sulla decisione di come muoversi in vista del secondo turno, che vedrà sfidarsi la candidata del centrosinistra Marilena Griva e il “civico” dal passato nel Pd Luca Ballerini. La prima ha ottenuto il 30,18%, il secondo il 34,67%, lasciando Zaio a un misero 23,47%.
I numeri
Ma sono proprio i voti arrivati copiosi all’ex dem a muovere i sospetti di alto tradimento all’interno del centrodestra, dove si punta il dito anche contro i numerosi voti disgiunti finiti al candidato civico. E altri numeri parlano da soli: Forza Italia ha ottenuto il 7,86%; la Lega, che esprimeva il sindaco uscente Maurizio Oddone – sulla cui ricandidatura era stato posto il veto di Fratelli d’Italia dal “federale” mandrogno Federico Riboldi – si è fermata al 4,8%; e per il partito di Giorgia Meloni, che continua a veleggiare primo a livello nazionale, qui sulla sponda del Po il risultato è stato sideralmente lontano dalle aspettative, con un assai modesto 11,6%.
Aveva visto giusto la candidata sindaca quando, sedotta e abbandonata, si era lamentata di alcuni movimenti che dall’interno dell’alleanza parevano dirigersi verso l’esterno, più precisamente verso Ballerini, medico con studio privato a Valenza, ma anche a Tortona e persino a Casale Monferrato?
A chi le ha chiesto come si posizionerà per il ballottaggio, la sindaca mancata ha rimandato tutto a future decisioni, senza però rinunciare a dire: “Con la candidata Griva ho un ottimo rapporto, con il dottor Ballerini non ho un gran rapporto”. Mica male come sasso nello stagno. E neppure il solo.
I sassolini di Molinari
Sentite qua cosa ha detto il segretario regionale della Lega, Riccardo Molinari: “Alcuni componenti della maggioranza che ha governato per cinque anni hanno preferito investire parte di questo tempo a fare la guerra quotidiana al sindaco Oddone, dando un’immagine quasi circense del centrodestra sui media, arrivando addirittura a porre un veto sulla sua ricandidatura. E queste persone – aggiunge il capogruppo alla Camera – alla fine hanno ottenuto che il centrodestra sia addirittura fuori dal ballottaggio”.
Conclusione: “Quando si governa insieme bisognerebbe lavorare per risolvere i problemi amministrativi e affrontare quelli dei cittadini, invece di preoccuparsi della politica politichese, perché quando si litiga i cittadini non apprezzano”.
Il “federale” Riboldi
Dal fronte meloniano, Riboldi – interpellato dallo Spiffero – rimanda tutto a una decisione collegiale (auguri!), ma non nega che lui sarebbe “dell’idea di non fare apparentamenti ufficiali”. Però un paletto, dopo quelli usati per bloccare la ricandidatura del primo cittadino leghista, l’assessore regionale alla Sanità continua a piantarlo: “Quello che è certo è che il nostro partito non può votare per un candidato del Partito Democratico”.
Ballerini, favorito per il secondo turno, del Pd lo è stato davvero, ma oggi ricorda che nelle sue liste civiche “ci sono candidati trasversali, assolutamente di centrodestra”. Come l’amante che scappa da una porta mentre dall’altra arriva il marito, lo psicodramma del centrodestra continua, finendo sempre più spesso in commedia.



