Morpheus, dal Politecnico i sensori indossabili del futuro per monitorare la salute

Materiali bidimensionali innovativi, elettronica flessibile e monitoraggio continuo dei parametri vitali: sono questi gli elementi chiave di Morpheus, il nuovo progetto di ricerca coordinato dal Politecnico di Torino che punta a sviluppare una nuova generazione di dispositivi indossabili per la salute. I materiali bidimensionali, caratterizzati da uno spessore estremamente ridotto e da proprietà eccezionali come elevata resistenza meccanica e alta conducibilità termica ed elettrica, rappresentano il cuore della ricerca. Queste tecnologie erano già state al centro del progetto Janus Bi, coordinato dalla professoressa Teresa Gatti e finanziato dall'European Research Council, oltre che del successivo Proof of Concept Hysens, che aveva consentito di sviluppare avanzati sistemi di sensoristica. Il progetto Morpheus riunisce competenze accademiche e industriali di alto livello. Tra i partner figura la startup torinese Dropper, specializzata in dispositivi IoT ed elettronica indossabile e incubata presso I3P, l'Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino. Il consorzio può inoltre contare sul supporto tecnologico di STMicroelectronics, da anni partner strategico dell'ateneo. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla biocompatibilità dei materiali utilizzati, con attività di pre-certificazione per verificarne la non citotossicità a contatto con la pelle. La presenza di un ospedale greco consentirà inoltre di orientare la ricerca verso le reali esigenze cliniche e di definire. "Morpheus nasce con l'ambizione di trasformare il modo in cui monitoriamo la salute dei pazienti, rendendo possibile una rilevazione continua, precisa e non invasiva dei parametri fisiologici. L'integrazione tra materiali innovativi ed elettronica flessibile apre scenari nuovi per una medicina sempre più personalizzata ed efficiente" spiega la professoressa Teresa Gatti del Politecnico di Torino.

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