RETROSCENA

Centrodestra a geometria variabile. Coalizione in frantumi a Verbania

L'ingresso di Fratelli d'Italia nella maggioranza del sindaco-presidente Albertella accende le tensioni con Forza Italia e raffredda ulteriormente la Lega. Sullo sfondo la regia di Cattaneo per una candidatura alle prossime politiche

C’è qualcosa che non torna nel centrodestra del Verbano Cusio Ossola. O forse torna fin troppo bene. Perché mentre in Provincia Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega  csostengono senza esitazioni il presidente Giandomenico Albertella, a Verbania va in scena l’esatto contrario. Fratelli d’Italia entra ufficialmente nella maggioranza del sindaco-presidente, Forza Italia insorge e la Lega osserva da una posizione sempre più distante. Un cortocircuito politico che racconta molto più dei comunicati diffusi in queste ore.

La decisione annunciata dal segretario provinciale meloniano Angelo Tandurella e dal consigliere Matteo Marcovicchio viene presentata come la naturale evoluzione del rapporto costruito attorno alla presidenza della Provincia. Una collaborazione istituzionale che ora si estende anche al capoluogo. Tutto lineare, almeno nelle intenzioni. Peccato che gli alleati non sembrino averla presa allo stesso modo.

Ognun per sé

A rompere il silenzio è stato Samuele D’Alessandro, consigliere comunale e dirigente provinciale di Forza Italia, da tempo tra i critici più severi dell’amministrazione Albertella insieme alla segretaria provinciale Mirella Cristina. Nel suo post sui social evita accuratamente di fare nomi, ma il bersaglio è chiarissimo. Accusa infatti un segretario provinciale di aver cambiato completamente rotta senza alcun confronto con gli alleati e, soprattutto, di aver deciso di “lanciare una candidatura a sindaco con tre anni di anticipo”.

È un’accusa che pesa. Perché il sospetto che circola da tempo nel centrodestra verbanese è proprio questo: l’ingresso di Fratelli d’Italia nella maggioranza non sarebbe soltanto una scelta amministrativa, ma una mossa politica destinata a produrre effetti ben oltre Palazzo Flaim.

Del resto la storia recente del centrodestra locale è costellata di paradossi. Nel 2024 la coalizione ufficiale sostenne Mirella Cristina, mentre Albertella costruì il proprio percorso civico. Fu la stagione del Re Mida al contrario Paolo Zangrillo e di una partita che il centrodestra riuscì a perdere prima ancora che nelle urne, consumandola nelle proprie divisioni interne.

Due anni dopo il quadro si è completamente ribaltato. Albertella governa Verbania, guida la Provincia e ora incassa anche l’appoggio di Fratelli d’Italia. Nel frattempo, Forza Italia continua a fare opposizione e la Lega appare sempre meno convinta del percorso intrapreso dal sindaco-presidente.

Una posizione, quella del Carroccio, che merita attenzione. Alle Comunali del 2024 la Lega non riuscì nemmeno a eleggere un consigliere comunale. La presenza a Palazzo Flaim arrivò soltanto in un secondo momento grazie all’adesione di un consigliere civico. Eppure proprio da quell’area politica, raccontano osservatori molto vicini alle dinamiche del centrodestra locale, starebbero emergendo segnali di crescente insofferenza nei confronti di Albertella, al punto che qualcuno ipotizza persino futuri cambiamenti di collocazione politica.

Lo stesso, secondo diverse letture, potrebbe accadere ad alcuni consiglieri realmente civici che avevano aderito al progetto di Albertella proprio per tenersi lontani dai simboli di partito e che ora guardano con scarso entusiasmo all’ingresso sempre più marcato delle forze politiche tradizionali.

Se fosse così, il risultato assumerebbe contorni quasi surreali: Fratelli d’Italia dentro la maggioranza, Forza Italia all’opposizione e la Lega pronta ad allontanarsi ulteriormente dal sindaco, mentre tutti e tre i partiti continuano a governare insieme la Provincia sotto la guida dello stesso Albertella.

Sguardo alle Politiche

Una fotografia che diventa più comprensibile se si guarda oltre Verbania. Perché da mesi, negli ambienti politici del Vco, si parla molto meno delle prossime amministrative e molto di più delle future elezioni parlamentari. Ed è lì che molti collocano la vera partita.

Dietro la mossa di Tandurella e Marcovicchio, infatti, diversi esponenti del centrodestra vedono la mano lunga di Valerio Cattaneo. L’ex vicepresidente del Consiglio regionale, all’epoca soprannominato Ponzio Pelato, oggi figura di peso di Fratelli d’Italia nel Verbano Cusio Ossola, viene indicato da molti come il regista di una strategia che punta a rafforzare il partito sul territorio e a costruire una filiera politica capace di arrivare fino a Roma.

In questa lettura Albertella non rappresenterebbe il punto di arrivo, ma il punto di partenza. Ed è proprio per questo che l’operazione ha provocato tanto nervosismo. Perché mentre ufficialmente si parla di amministrazione, collaborazione e interesse per la città, ufficiosamente tutti sembrano ragionare già sugli equilibri futuri del centrodestra provinciale.

Equilibri che riguardano Angelo Tandurella, Mirella Cristina ed Enrico Montani. Tre segretari provinciali, tre partiti alleati e un obiettivo che molti, nel centrodestra, considerano comune: arrivare nella posizione migliore possibile quando si aprirà la partita per la rappresentanza parlamentare del territorio.

Per questo il comunicato di Fratelli d’Italia vale molto più di qualche voto in Consiglio comunale. Segna l’apertura di una partita che nessuno vuole ammettere ufficialmente, ma che tutti sembrano avere già in testa.

Cirio osserva dal grattacielo

Da Torino, nel frattempo, Alberto Cirio continua a indicare il Piemonte come il modello di una coalizione compatta e coesa. Poi basta volgere lo sguardo verso il Lago Maggiore per scoprire una realtà decisamente più complicata. Nel Vco gli stessi partiti che governano insieme la Provincia passano le giornate a combattersi in Comune. Gli stessi alleati che sostengono Albertella a livello provinciale discutono se sostenerlo, contrastarlo o prenderne le distanze a Verbania.

Alleati a Torino. Alleati in Provincia. Avversari in Comune. Una formula che forse nemmeno il governatore riuscirebbe a spiegare senza qualche difficoltà.

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