SALA ROSSA

Catizone, il caporale di giornata: "Vado con Vannacci". Poi fa dietrofront

Per qualche ora si è sentito il primo acquisto torinese del generale. Ma è tornato subito a essere il Carneade qual è. Annuncia, smentisce, scherza, ritratta: tanto rumore per certificare la propria irrilevanza

Il generale Roberto Vannacci si apprestava a piantare la sua bandiera in Sala Rossa. O almeno così sembrava per qualche ora. Poi tutto si è sgonfiato come una delle tante operazioni di piccolo cabotaggio che animano i corridoi della politica torinese. Giuseppe Catizone, consigliere comunale eletto con la Lega, aveva annunciato a colleghi di maggioranza e opposizione l'addio al Carroccio e il passaggio a Futuro Nazionale, tanto da preannunciare una conferenza stampa nella Sala Carpanini di Palazzo Civico.

Sembrava il primo approdo istituzionale torinese per il partito del generale. Invece, poche ore dopo, il contrordine: era uno scherzo. Una burla. Una presa in giro dei cronisti e dei colleghi presenti. Versione ufficiale. Quella ufficiosa è assai meno divertente: qualcuno ha provato a contarsi e ha scoperto che forse i conti non tornavano. Oppure qualcuno si è spaventato. O ancora, più semplicemente, qualcuno dall'altra parte ha fatto capire che l'operazione non interessava poi così tanto.

Perché il vero interrogativo non è se Catizone abbia davvero deciso di passare con Vannacci. Il punto è capire se Vannacci volesse davvero Catizone. E la risposta, almeno per ora, non appare così scontata.

Del resto il consigliere leghista è da anni una presenza marginale nella politica cittadina, uno di quei personaggi che attraversano le stagioni senza lasciare tracce particolarmente profonde. Di lui si ricordano più le indiscrezioni sui possibili cambi di casacca che battaglie politiche capaci di incidere realmente sugli equilibri di Palazzo Civico. Per qualche ora ha probabilmente immaginato di essere al centro della scena. Poi il sipario si è richiuso con la stessa rapidità con cui si era aperto.

Che si sia trattato di una boutade o di un tentativo abortito poco cambia. La vicenda restituisce soprattutto la fotografia di una politica ridotta a teatrino, dove un consigliere annuncia un passaggio di partito, convoca una conferenza stampa e poche ore dopo sostiene di aver scherzato. Una dinamica che dice molto del protagonista e assai poco del futuro della città.

Vannacci continuerà il suo assalto alla Lega con o senza Catizone. E la politica torinese, con ogni probabilità, continuerà ugualmente con o senza Catizone. Forse è proprio questo il dettaglio più significativo dell'intera vicenda.

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